Regime impatriati per professionisti e lavoratori autonomi: scopri come compilare il Modello Redditi PF 2026, quali codici utilizzare e perché il beneficio non si applica ai forfettari.
Il regime fiscale degli impatriati continua a rappresentare una delle agevolazioni più interessanti per professionisti e lavoratori qualificati che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia.
Oltre ai lavoratori dipendenti, il beneficio può essere applicato anche ai soggetti che producono redditi di lavoro autonomo.
Per i professionisti che presentano il Modello Redditi PF 2026 è quindi fondamentale comprendere come indicare correttamente l’agevolazione in dichiarazione e quali codici utilizzare.
Chi può beneficiare del regime impatriati
L’agevolazione è destinata ai contribuenti che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia e possiedono i requisiti previsti dalla normativa.
Tra i soggetti interessati rientrano:
- professionisti;
- consulenti;
- freelance;
- lavoratori autonomi;
- titolari di studi professionali.
Restano invece esclusi i redditi d’impresa nell’ambito del nuovo regime introdotto dal Decreto Internazionalizzazione.
Dove si indica il beneficio nel Modello Redditi PF 2026
Per i professionisti il regime impatriati viene gestito direttamente nella dichiarazione dei redditi.
L’agevolazione deve essere indicata nel:
Quadro RE del Modello Redditi Persone Fisiche 2026
Attraverso l’apposita casella dedicata agli impatriati.
A differenza dei lavoratori dipendenti, il professionista non riceve il beneficio direttamente da un sostituto d’imposta.
Di conseguenza è il contribuente stesso che deve indicare correttamente il regime agevolativo in dichiarazione.
Modello 730: quando non si può utilizzare
Per i redditi professionali il Modello 730 non può essere utilizzato.
I soggetti che esercitano arti e professioni devono necessariamente presentare:
- Modello Redditi Persone Fisiche;
- Quadro RE per la determinazione del reddito professionale.
L’agevolazione impatriati viene quindi gestita esclusivamente attraverso il Modello Redditi.
Vecchio e nuovo regime impatriati: attenzione all’anno di trasferimento
La compilazione dipende dall’anno in cui il contribuente ha trasferito la residenza fiscale in Italia.
Le regole cambiano infatti tra:
- vecchio regime impatriati;
- nuovo regime impatriati introdotto dal D.Lgs. 209/2023.
Per questo motivo è fondamentale verificare correttamente la data di rientro in Italia.
Vecchio regime impatriati: codici da utilizzare
Per i contribuenti che rientrano nella disciplina precedente occorre utilizzare i seguenti codici.
Codice 2
Il reddito professionale concorre alla formazione del reddito complessivo per il 30%.
In pratica:
- detassazione del 70%;
- tassazione del 30%.
Codice 4
Riservato ai soggetti che hanno trasferito la residenza in specifiche regioni del Mezzogiorno.
Le regioni interessate sono:
- Abruzzo;
- Molise;
- Campania;
- Puglia;
- Basilicata;
- Calabria;
- Sardegna;
- Sicilia.
In questo caso:
- tassazione del 10%;
- detassazione del 90%.
Nuovo regime impatriati: codici da utilizzare
Per i trasferimenti effettuati dal 2024 si applica il nuovo regime previsto dal Decreto Internazionalizzazione.
Codice 8
Il reddito professionale concorre alla formazione del reddito imponibile per il 50%.
In pratica:
- detassazione del 50%;
- tassazione del 50%.
L’agevolazione opera entro il limite massimo di 600.000 euro annui.
Codice 9
Riservato ai contribuenti che possiedono figli minori o adottati e rispettano i requisiti previsti dalla normativa.
In questo caso:
- tassazione del 40%;
- detassazione del 60%.
Anche in questo caso opera il limite massimo di 600.000 euro annui.
Il nuovo regime è applicabile ai professionisti
Una delle novità più importanti riguarda proprio la conferma della possibilità di applicare il nuovo regime ai lavoratori autonomi.
Possono quindi beneficiare dell’agevolazione:
- professionisti iscritti agli ordini;
- consulenti;
- freelance;
- lavoratori autonomi ordinari.
Naturalmente è necessario possedere tutti i requisiti richiesti dalla normativa.
Regime impatriati e forfettario: sono compatibili?
Uno dei temi più discussi riguarda la compatibilità tra:
- regime impatriati;
- regime forfettario.
L’orientamento dell’Agenzia delle Entrate è attualmente molto chiaro.
I due regimi non sono considerati compatibili.
Perché il forfettario non può utilizzare il regime impatriati
La ragione è legata al diverso metodo di determinazione del reddito.
Il regime impatriati si basa su:
- riduzione del reddito imponibile effettivo.
Il regime forfettario invece si basa su:
- coefficienti di redditività;
- determinazione forfettaria del reddito.
Secondo l’Agenzia delle Entrate questa differenza rende incompatibile l’applicazione simultanea delle due agevolazioni.
Il quadro LM conferma l’esclusione
Un elemento pratico conferma questa impostazione.
Nel Quadro LM del Modello Redditi, dedicato ai contribuenti forfettari:
- non esistono codici dedicati agli impatriati;
- non esistono sezioni specifiche per l’agevolazione;
- non è prevista la gestione del beneficio.
Questo conferma l’orientamento attualmente applicato dall’Amministrazione Finanziaria.
Errori da evitare
Tra gli errori più frequenti troviamo:
- utilizzo del codice errato;
- errata individuazione del regime applicabile;
- confusione tra vecchio e nuovo regime;
- tentativo di applicazione nel regime forfettario;
- mancata verifica dei requisiti di accesso;
- errata compilazione del Quadro RE.
Una gestione errata può comportare controlli, recuperi fiscali e perdita dell’agevolazione.
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Il nostro team di commercialisti e consulenti fiscali analizza ogni situazione per individuare la corretta applicazione delle agevolazioni previste dalla normativa.
Conclusioni
Il regime impatriati continua a rappresentare una significativa opportunità fiscale per i professionisti che trasferiscono la propria residenza in Italia.
Per usufruire correttamente del beneficio è fondamentale:
- individuare il regime applicabile;
- utilizzare il corretto codice dichiarativo;
- verificare il possesso dei requisiti;
- compilare correttamente il Quadro RE.
Particolare attenzione deve essere riservata ai contribuenti forfettari, per i quali l’agevolazione continua a non essere applicabile secondo l’orientamento dell’Agenzia delle Entrate.
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