Know how aziendale e lavoratore dipendente: quando l’utilizzo delle competenze è lecito

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Scopri quando l’uso delle competenze del dipendente non costituisce sottrazione di know-how secondo il Tribunale di Palermo (sent. 3000/2023).

Know-how e rapporto di lavoro: cosa dice la giurisprudenza

La tutela del know-how aziendale rappresenta un tema centrale nei rapporti di lavoro, soprattutto quando il dipendente lascia l’azienda o mette a disposizione le proprie competenze professionali.
Su questo punto interviene una decisione rilevante del Tribunale di Palermo, sentenza 19 giugno 2023, n. 3000, che chiarisce quando l’utilizzo delle conoscenze del lavoratore può considerarsi lecito.

Quando il know-how è realmente tutelabile

Secondo il Tribunale, per ottenere una protezione effettiva del know-how non è sufficiente richiamare in modo generico competenze o informazioni aziendali.
È invece necessario dimostrare in modo puntuale:

  • quali informazioni o conoscenze si intendono proteggere;
  • il carattere riservato e specifico di tali informazioni;
  • i vantaggi tecnici o competitivi derivanti dalla loro utilizzazione.

In assenza di un’allegazione precisa e dettagliata, non può parlarsi di indebita sottrazione di know-how.

Competenze del dipendente e utilizzo legittimo da parte dell’azienda

La sentenza chiarisce inoltre un principio fondamentale:
è lecita la condotta del datore di lavoro che si limiti a utilizzare le competenze che il dipendente ha liberamente messo a disposizione dell’azienda durante il rapporto di lavoro.

Questo vale, a maggior ragione, quando:

  • l’attività svolta dal lavoratore ha avuto natura prevalentemente esecutiva;
  • il dipendente ha operato seguendo indicazioni operative di altri soggetti;
  • le conoscenze utilizzate erano già presenti nel patrimonio tecnico dell’azienda;
  • le informazioni erano note nel settore e prive di carattere di segretezza.

In tali ipotesi, non si configura alcuna violazione del know-how aziendale.

Le implicazioni pratiche per imprese e professionisti

La pronuncia del Tribunale di Palermo fornisce indicazioni chiare e operative per imprese, datori di lavoro e professionisti:

  • la tutela del know-how richiede strategie preventive e documentate;
  • le competenze professionali del dipendente, se non riservate, non sono automaticamente protette;
  • il confine tra know-how e competenze personali va valutato caso per caso.

Per le aziende, diventa quindi essenziale strutturare correttamente accordi di riservatezza, procedure interne e modelli organizzativi in grado di distinguere tra informazioni realmente protette e conoscenze professionali liberamente utilizzabili.

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