Un socio può essere responsabile per gli atti di gestione della società? Scopri quando scatta la responsabilità del socio gestore ex art. 2476 c.c.
Soci Gestori e Responsabilità nelle SRL: Cosa Dice la Legge
Nelle società a responsabilità limitata (SRL), il ruolo del socio non si limita sempre al semplice conferimento di capitale. In molti casi, infatti, i soci partecipano attivamente alle decisioni aziendali, influenzando direttamente la gestione dell’impresa.
Ma cosa accade quando una decisione provoca un danno alla società, agli altri soci o ai creditori?
Con la sentenza n. 1475 del 17 maggio 2024, il Tribunale di Bologna ha chiarito i presupposti della responsabilità dei soci gestori prevista dall’art. 2476, comma 8, del Codice Civile, definendo quando un socio può essere chiamato a rispondere personalmente per gli effetti delle proprie decisioni.
Una pronuncia particolarmente importante per imprenditori, soci di SRL, amministratori e professionisti che si occupano di governance societaria.
Cos’è la Responsabilità del Socio Gestore Ex Art. 2476 c.c.
L’art. 2476, comma 8, c.c. prevede una specifica forma di responsabilità a carico del socio che intervenga nelle decisioni gestionali della società.
Tuttavia, questa responsabilità non sostituisce quella degli amministratori.
Secondo il Tribunale di Bologna, la responsabilità del socio ha natura:
- accessoria;
- concorrente;
- complementare rispetto a quella dell’amministratore.
Ciò significa che il socio può essere chiamato a rispondere insieme all’amministratore quando abbia contribuito in modo determinante alla realizzazione dell’atto dannoso.
Non Basta Partecipare alla Decisione: Serve l’Intenzionalità
Uno degli aspetti più rilevanti della sentenza riguarda l’elemento soggettivo richiesto dalla norma.
La legge utilizza espressamente il termine “intenzionalmente”, imponendo un requisito particolarmente rigoroso.
Per attribuire la responsabilità al socio non è sufficiente dimostrare che abbia partecipato a una decisione errata o che abbia espresso il proprio consenso a una determinata operazione.
Occorre provare che il socio abbia:
- deciso l’atto dannoso;
- autorizzato l’operazione;
- agito con piena consapevolezza delle conseguenze negative.
La responsabilità non può quindi essere fondata su semplici errori di valutazione o su scelte imprenditoriali rivelatesi successivamente sfavorevoli.
Chi Deve Provare la Responsabilità del Socio
Secondo il Tribunale, l’onere della prova ricade su chi invoca la responsabilità del socio gestore.
La parte che agisce in giudizio deve dimostrare:
La volontà di arrecare un danno
Occorre provare che il socio abbia perseguito consapevolmente un risultato pregiudizievole per la società, per altri soci o per soggetti terzi.
L’induzione dell’amministratore all’inadempimento
Può essere rilevante dimostrare che il socio abbia influenzato l’amministratore inducendolo a violare i propri doveri gestori.
La piena consapevolezza dell’illegittimità dell’atto
È necessario provare che il socio fosse consapevole:
- della contrarietà dell’atto alla legge;
- della violazione dell’atto costitutivo;
- della violazione dei principi di corretta amministrazione;
- delle possibili conseguenze dannose derivanti dalla decisione.
In assenza di tali elementi, la responsabilità personale del socio non può essere affermata.
Quando un Atto Può Essere Considerato Dannoso
La sentenza affronta anche il tema dell’antigiuridicità dell’atto di gestione.
Un principio particolarmente interessante riguarda il fatto che un comportamento può essere considerato dannoso anche quando non viola espressamente una norma di legge.
Infatti, l’illegittimità può emergere quando l’operazione:
- non genera alcun vantaggio per la società;
- espone l’impresa a rischi ingiustificati;
- produce effetti economicamente negativi;
- risulta incompatibile con i principi di sana gestione aziendale.
In altre parole, un atto formalmente lecito può comunque generare responsabilità se contrario all’interesse sociale.
La Differenza tra Rischio Imprenditoriale e Responsabilità
È importante distinguere tra una normale scelta imprenditoriale e una condotta che può generare responsabilità.
Ogni attività d’impresa comporta inevitabilmente:
- rischi economici;
- investimenti non riusciti;
- variazioni di mercato;
- errori strategici.
La responsabilità del socio gestore non nasce automaticamente dal verificarsi di una perdita.
Occorre invece dimostrare che la decisione sia stata assunta con consapevolezza del danno o in violazione dei principi fondamentali di corretta amministrazione.
Quali Conseguenze Può Subire il Socio Gestore
Quando vengono accertati tutti i presupposti previsti dalla legge, il socio può essere chiamato a risarcire i danni causati.
La responsabilità può riguardare:
- la società;
- gli altri soci;
- i creditori;
- i terzi danneggiati.
L’entità del risarcimento dipenderà dal danno effettivamente provocato e dal ruolo svolto dal socio nella decisione contestata.
Come Ridurre il Rischio di Responsabilità
Per evitare contestazioni future è opportuno che soci e amministratori adottino una gestione trasparente e correttamente documentata.
In particolare è consigliabile:
- verbalizzare le decisioni rilevanti;
- motivare le scelte strategiche;
- valutare preventivamente i rischi delle operazioni;
- acquisire pareri professionali quando necessario;
- evitare interferenze gestionali prive di adeguata giustificazione.
Una corretta governance rappresenta la migliore tutela contro future azioni di responsabilità.
Conclusioni
La sentenza del Tribunale di Bologna n. 1475/2024 conferma che la responsabilità del socio gestore prevista dall’art. 2476, comma 8, c.c. costituisce una forma di responsabilità eccezionale, che richiede la prova di un comportamento intenzionale e consapevole.
Non è sufficiente dimostrare che il socio abbia partecipato a una decisione dannosa: occorre provare la sua volontà di contribuire all’atto lesivo o, quantomeno, la piena consapevolezza della sua contrarietà alla legge, all’atto costitutivo o ai principi di corretta amministrazione.
Per imprenditori e soci di SRL, questa pronuncia rappresenta un importante punto di riferimento per comprendere i limiti dell’intervento gestionale e le responsabilità che possono derivarne.



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