Bonus Donne 2026: scopri chi può beneficiarne, quali sono i requisiti richiesti, gli importi fino a 800 euro al mese e le differenze tra incentivo ordinario e Bonus ZES.
Bonus Donne 2026: fino a 800 euro al mese per le nuove assunzioni
Con il Decreto-Legge n. 62/2026 il legislatore ha introdotto una nuova importante agevolazione per favorire l’occupazione femminile.
Il cosiddetto Bonus Donne 2026 riconosce ai datori di lavoro privati un esonero contributivo del 100% per le assunzioni a tempo indeterminato di donne svantaggiate e molto svantaggiate effettuate nel corso del 2026.
L’incentivo può raggiungere:
- 650 euro al mese nella versione ordinaria;
- 800 euro al mese nelle regioni della ZES Unica del Mezzogiorno.
Si tratta di una misura particolarmente interessante per aziende e imprenditori che intendono ampliare il proprio organico beneficiando di un significativo risparmio contributivo.
Cos’è il Bonus Donne 2026
Il Bonus Donne consiste in un esonero totale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro.
L’agevolazione si applica alle assunzioni a tempo indeterminato effettuate tra:
1° gennaio 2026 e 31 dicembre 2026
L’incentivo riguarda esclusivamente i contributi previdenziali dovuti dal datore di lavoro.
Restano invece esclusi:
- premi INAIL;
- fondi di solidarietà;
- fondi interprofessionali;
- contributi solidaristici.
Chi può richiedere il Bonus Donne
Possono accedere all’agevolazione:
- imprese private;
- società;
- studi professionali;
- aziende agricole;
- datori di lavoro privati in generale.
Sono invece esclusi:
- pubbliche amministrazioni;
- lavoro domestico;
- contratti di apprendistato.
Chi sono le donne molto svantaggiate
Una delle categorie principali individuate dalla normativa riguarda le donne molto svantaggiate.
Rientrano in questa categoria le lavoratrici:
Senza impiego da almeno 24 mesi
Indipendentemente dalla residenza.
Oppure:
Senza impiego da almeno 12 mesi
E appartenenti ad almeno una delle seguenti categorie:
- età compresa tra 15 e 24 anni;
- prive di diploma superiore;
- over 50;
- donne sole con familiari a carico;
- occupate in settori con forte disparità di genere;
- appartenenti a minoranze etniche che necessitano di formazione professionale o linguistica.
Per queste lavoratrici l’incentivo può essere riconosciuto per:
24 mesi
Chi sono le donne svantaggiate
La normativa riconosce il beneficio anche alle donne che rientrano nelle condizioni di svantaggio previste dal Regolamento UE n. 651/2014.
In questo caso la durata dell’agevolazione è pari a:
12 mesi
Bonus Donne Ordinario: quanto spetta
Per le assunzioni effettuate sul territorio nazionale il beneficio consiste in:
- esonero del 100% dei contributi previdenziali;
- limite massimo di 650 euro mensili.
L’agevolazione opera fino al raggiungimento del massimale previsto.
Bonus Donne ZES: importi maggiorati
Per favorire l’occupazione nelle aree economicamente più fragili, il legislatore ha previsto un incentivo rafforzato.
Il Bonus Donne ZES riconosce:
- esonero del 100% dei contributi;
- massimale di 800 euro mensili.
A parità di requisiti, il vantaggio economico risulta quindi superiore.
Quali regioni rientrano nella ZES Unica
Il Bonus maggiorato si applica alle lavoratrici residenti nelle seguenti regioni:
- Abruzzo;
- Basilicata;
- Calabria;
- Campania;
- Molise;
- Puglia;
- Sardegna;
- Sicilia;
- Marche;
- Umbria.
La residenza della lavoratrice rappresenta uno dei requisiti fondamentali per accedere alla versione maggiorata dell’incentivo.
Durata dell’agevolazione
La durata dipende dalla categoria della lavoratrice assunta.
Donne svantaggiate
- 12 mesi.
Donne molto svantaggiate
- 24 mesi.
Esempio pratico: Bonus Donne Ordinario
Supponiamo l’assunzione di una lavoratrice senza impiego da oltre 24 mesi.
Dati:
- retribuzione lorda: 2.000 euro mensili;
- contributi datoriali: 30%.
Contributi teorici:
- 600 euro mensili.
Poiché il valore è inferiore al massimale di 650 euro:
l’azienda recupera integralmente 600 euro al mese.
Su 24 mesi:
risparmio totale: 14.400 euro
Esempio pratico: Bonus Donne ZES
Assunzione di una lavoratrice residente in Puglia.
Dati:
- retribuzione lorda: 3.000 euro;
- contributi datoriali: 900 euro.
Massimale applicabile:
- 800 euro mensili.
Durata:
- 24 mesi.
Risparmio totale:
19.200 euro
Requisiti generali per ottenere il bonus
Per accedere all’incentivo l’azienda deve rispettare una serie di condizioni.
Tra le principali:
- DURC regolare;
- rispetto della normativa sul lavoro;
- applicazione del CCNL corretto;
- rispetto delle norme sulla sicurezza.
La mancanza di uno di questi requisiti può comportare la perdita dell’agevolazione.
Licenziamenti: attenzione ai vincoli
La normativa impone particolari limitazioni.
Nei sei mesi precedenti l’assunzione non devono essere stati effettuati:
- licenziamenti collettivi;
- licenziamenti per giustificato motivo oggettivo;
nella stessa unità produttiva.
Inoltre nei sei mesi successivi all’assunzione non possono essere licenziati:
- la lavoratrice incentivata;
- lavoratori con la stessa qualifica.
La violazione comporta la revoca del beneficio.
Incremento occupazionale netto
Per ottenere il Bonus Donne è necessario realizzare un incremento occupazionale netto.
La verifica viene effettuata confrontando:
- la forza lavoro attuale;
- la media dei dodici mesi precedenti.
Il calcolo avviene attraverso le ULA (Unità Lavorative Annue).
Quando l’incremento occupazionale resta valido
L’incremento continua ad essere considerato esistente anche in presenza di cessazioni dovute a:
- dimissioni volontarie;
- pensionamento;
- invalidità;
- riduzione volontaria dell’orario;
- licenziamento per giusta causa.
Come presentare la domanda
La richiesta deve essere trasmessa tramite:
Portale delle Agevolazioni INPS
Accessibile con:
- SPID;
- Carta d’Identità Elettronica;
- Carta Nazionale dei Servizi.
L’INPS verifica:
- requisiti;
- disponibilità delle risorse;
- Registro Nazionale Aiuti di Stato.
Successivamente comunica l’esito dell’istanza.
Recupero degli arretrati
L’INPS ha previsto la possibilità di recuperare gli incentivi maturati da gennaio 2026.
Il recupero può avvenire esclusivamente nei flussi:
- luglio 2026;
- agosto 2026;
- settembre 2026.
Le aziende interessate devono quindi prestare particolare attenzione alle relative scadenze operative.
Bonus Donne e super deduzione del costo del lavoro
Una delle novità più interessanti riguarda la compatibilità con la super deduzione del costo del lavoro.
Il Bonus Donne:
- non è cumulabile con altri esoneri contributivi;
- è invece compatibile con la super deduzione fiscale prevista dalla normativa vigente.
Ciò consente alle imprese di ottenere un vantaggio sia contributivo sia fiscale.
BPlanning: consulenza su incentivi alle assunzioni e costo del lavoro
BPlanning supporta aziende e imprenditori nella gestione di:
- Bonus Donne 2026;
- incentivi alle assunzioni;
- agevolazioni contributive;
- consulenza del lavoro;
- gestione del personale;
- welfare aziendale;
- pianificazione del costo del lavoro.
Il nostro team di consulenti del lavoro verifica preventivamente i requisiti richiesti e assiste l’impresa nella corretta gestione delle pratiche INPS.
Conclusioni
Il Bonus Donne 2026 rappresenta una delle agevolazioni più interessanti per le aziende che intendono assumere personale femminile.
Grazie all’esonero contributivo del 100% e ai massimali fino a 800 euro mensili, l’incentivo può generare risparmi significativi per le imprese.
Prima di procedere è però fondamentale verificare:
- requisiti della lavoratrice;
- incremento occupazionale netto;
- regolarità contributiva;
- assenza di cause ostative.
Una corretta pianificazione consente di sfruttare pienamente il beneficio evitando contestazioni e recuperi futuri.
Vuoi verificare se la tua azienda può ottenere il Bonus Donne 2026?
Il team di BPlanning può analizzare la tua situazione, verificare i requisiti richiesti e supportarti nella gestione completa delle pratiche per ottenere tutte le agevolazioni disponibili sulle nuove assunzioni.



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