Sequestro conservativo e responsabilità degli amministratori: quando la prova del quantum del danno è insufficiente secondo il Tribunale di Venezia.
Sequestro conservativo nel fallimento: i chiarimenti del Tribunale di Venezia
Con il provvedimento del 31 gennaio 2025, il Tribunale di Venezia ha fornito indicazioni decisive in tema di sequestro conservativo richiesto dal Fallimento nei confronti degli ex amministratori della società fallita, soffermandosi in particolare sulla prova del quantum del danno in sede cautelare.
La pronuncia è di grande interesse per curatori fallimentari, amministratori e consulenti legali, poiché definisce i limiti probatori necessari per ottenere una misura cautelare patrimoniale.
Quantificazione del danno e criterio dei netti patrimoniali
Nel giudizio cautelare finalizzato all’adozione di un sequestro conservativo, il Fallimento può invocare il criterio dei netti patrimoniali per stimare il danno subito dalla società.
Tuttavia, il Tribunale chiarisce che tale criterio non può essere applicato in modo automatico.
👉 È sempre necessaria una ricostruzione tecnica e puntuale della situazione patrimoniale.
Riclassificazione dei bilanci in ottica liquidatoria
Ai fini della corretta quantificazione del danno, il giudice richiede:
- la riclassificazione dei bilanci degli esercizi contestati
- una valutazione effettuata secondo una prospettiva liquidatoria
- l’individuazione e la stima degli oneri che la società avrebbe comunque sostenuto se fosse stata tempestivamente e diligentemente posta in liquidazione
Questo passaggio è essenziale per distinguere:
- i danni effettivamente imputabili alla condotta degli amministratori
- le perdite inevitabili, che la società avrebbe subito anche in caso di corretta gestione
Onere della prova e limiti della tutela cautelare
In assenza di una ricostruzione contabile completa e coerente, la prova del quantum del danno non può ritenersi raggiunta.
La conseguenza è rilevante:
- impossibilità di accogliere la richiesta di sequestro conservativo
- tutela cautelare non concedibile per carenza probatoria
Il Tribunale ribadisce così che, anche in sede cautelare, la misura patrimoniale richiede un serio supporto tecnico-contabile, non potendo fondarsi su stime generiche o presuntive.
Perché questa decisione è strategica per curatori e amministratori
La pronuncia del Tribunale di Venezia evidenzia come:
- la qualità della prova contabile sia determinante
- il criterio dei netti patrimoniali debba essere utilizzato con rigore
- una consulenza tecnica preventiva possa fare la differenza tra accoglimento e rigetto della domanda cautelare
👉 Una strategia probatoria incompleta può compromettere l’intera azione cautelare.


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