Obbligo di repêchage e licenziamento per giustificato motivo oggettivo: guida per le aziende

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Introduzione
Nel contesto delle riorganizzazioni aziendali, la soppressione di un posto di lavoro può rendere necessario un licenziamento per giustificato motivo oggettivo. Prima di procedere, però, il datore di lavoro è tenuto a valutare soluzioni alternative di mantenimento del rapporto – il cosiddetto obbligo di repêchage. In questo articolo vedremo:

  • Il quadro normativo e giurisprudenziale
  • Le modalità operative per l’offerta di mansioni inferiori
  • I rischi in caso di rifiuto da parte del lavoratore
  • Esempi pratici e consigli di BPlanning

1. Quadro normativo e riferimenti di legge

  • Art. 3 legge n. 604/1966 (disciplinante il licenziamento per giustificato motivo oggettivo)
  • Art. 2103 c.c., comma 2 (testo novellato): possibilità di assegnare mansioni di livello inferiore, purché compatibili con le competenze del lavoratore e non richiedenti formazione specialistica.

2. La giurisprudenza di legittimità (Cass. n. 19556/2025)
La più recente ordinanza della Cassazione (15 luglio 2025, n. 19556) ribadisce che, in caso di soppressione del posto:

  1. Il datore deve prima offrire mansioni alternative, anche dequalificanti con riduzione retributiva (“logica del male minore”).
  2. Se il lavoratore rifiuta l’offerta, il licenziamento è legittimo, a patto che l’azienda dimostri l’impossibilità di ulteriori collocazioni.
  3. L’onere probatorio spetta al datore: come prova indiziaria valgono, ad esempio, l’assenza di nuove assunzioni per profili equivalenti nel periodo successivo.

3. Come impostare correttamente il repêchage
Per trasformare l’obbligo giuridico in un processo snello e trasparente, consigliamo di seguire questi passaggi:

  1. Mappatura interna dei ruoli disponibili: valutare posizioni compatibili (anche di livello inferiore) con le competenze possedute.
  2. Redazione di una lettera formale di proposta: indicare mansioni, livello di inquadramento, retribuzione e durata ragionevole per l’adesione.
  3. Invio tramite Pec o raccomandata A/R, conservando prova di ricezione.
  4. Monitoraggio dell’esito: se il lavoratore non risponde entro il termine, considerare il rifiuto implicito; in caso di rifiuto esplicito, documentarlo.
  5. In mancanza di adesione, procedere al licenziamento per g.m.o., allegando in giudizio tutta la documentazione probatoria.

4. I rischi di contenzioso e come evitarli
Rischi principali:

  • Contestazione della mancata prova dell’impossibilità di repêchage
  • Accusa di demansionamento illecito o di licenziamento discriminatorio
    Per tutelarsi:
    • Conservare copia delle comunicazioni e delle risposte del lavoratore
    • Redigere una relazione interna che attesti lo stato delle riorganizzazioni e le ragioni tecniche dell’impossibilità di ulteriori ricollocazioni
    • Coinvolgere l’ufficio HR e/o il consulente del lavoro in fase di preparazione della lettera di repêchage

5. Esempio pratico
Immaginiamo che la Voce S.r.l. sopprima il ruolo di Direttore Marketing:

  • Viene offerta a Rossi una posizione di “Responsabile Web & Social” (livello inferiore, -15% di retribuzione)
  • Rossi, tramite PEC, rifiuta chiedendo solo ruoli di pari livello
  • L’azienda verifica che nel semestre successivo non ha assunto figure analoghe
  • Si procede al licenziamento per g.m.o., allegando: lettere di offerta/rifiuto, report organigramma e assunzioni

6. I servizi di BPlanning per gestire il repêchage
Sul nostro sito Bplanning.it offriamo:

  • Consulenza personalizzata su riorganizzazioni e repêchage
  • Assistenza nella redazione di lettere di offerta di mansioni alternative
  • Supporto in contenzioso di lavoro e rapporti con il sindacato

7. Domande frequenti (FAQ)

  1. Qual è la durata minima per la “finestra” di accettazione del repêchage?
    Di norma 7–10 giorni lavorativi, salvo diverse disposizioni aziendali o contrattuali.
  2. Se il dipendente accetta e poi rescinde, cosa succede?
    L’accettazione vale per la durata indicata; il dipendente può sempre recedere secondo le regole ordinarie di preavviso.
  3. Posso proporre più alternative contemporaneamente?
    Sì, purché tutte compatibili con il bagaglio professionale del lavoratore.

Conclusione
L’obbligo di repêchage è un passaggio obbligato per chi intende procedere a un licenziamento per giustificato motivo oggettivo. Una corretta gestione documentale e il coinvolgimento di professionisti (come quelli di BPlanning) riducono significativamente il rischio di contenzioso. Per maggiori approfondimenti contattaci e scopri i nostri pacchetti di consulenza!

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