Iperammortamento 2026: scopri chi può rilasciare la certificazione contabile, i requisiti del revisore, le incompatibilità professionali e le regole previste dalla normativa.
Iperammortamento 2026: attenzione alla certificazione contabile
Con la reintroduzione dell’iperammortamento nella Legge di Bilancio 2026 torna una delle agevolazioni più interessanti per le imprese che investono in innovazione e trasformazione digitale.
Una delle principali novità rispetto alla disciplina originaria riguarda però l’introduzione di un obbligo aggiuntivo: la certificazione contabile delle spese agevolabili.
La scelta del professionista incaricato non è un semplice adempimento formale. La normativa prevede infatti specifici requisiti di indipendenza e professionalità che devono essere rispettati per evitare contestazioni e possibili irregolarità.
Vediamo chi può rilasciare la certificazione e quali aspetti devono essere valutati.
Cos’è l’iperammortamento 2026
L’iperammortamento è un’agevolazione fiscale reintrodotta dalla Legge n. 199/2025 (Legge di Bilancio 2026) che consente alle imprese di maggiorare fiscalmente il costo di determinati investimenti.
L’incentivo riguarda principalmente:
- beni materiali strumentali nuovi;
- beni immateriali funzionali alla trasformazione digitale;
- investimenti riconducibili al nuovo Piano Transizione 5.0;
- beni destinati all’innovazione tecnologica.
L’obiettivo è incentivare la competitività delle imprese attraverso investimenti in digitalizzazione e innovazione.
La principale novità: la certificazione contabile
A differenza delle precedenti versioni dell’iperammortamento, la disciplina 2026 richiede una specifica certificazione contabile.
La certificazione deve attestare:
- l’effettivo sostenimento delle spese;
- la corrispondenza tra investimenti effettuati e documentazione contabile;
- la correttezza dei dati utilizzati ai fini dell’agevolazione.
Si tratta quindi di un controllo fondamentale per accedere al beneficio fiscale.
Chi può rilasciare la certificazione
La normativa individua con precisione i soggetti abilitati.
Possono rilasciare la certificazione:
- revisori legali dei conti;
- società di revisione legale;
- soggetti iscritti nella Sezione A del Registro dei Revisori Legali.
È inoltre necessario che il professionista disponga di un’adeguata copertura assicurativa per lo svolgimento dell’incarico.
Imprese già soggette a revisione legale
Quando l’impresa dispone già di:
- revisore unico;
- collegio sindacale con revisione;
- società di revisione,
la certificazione viene normalmente rilasciata dal soggetto già incaricato della revisione legale dei conti.
In questo caso il procedimento risulta generalmente più semplice.
Imprese senza revisore
Le imprese non obbligate alla revisione legale devono invece incaricare un revisore esterno.
Il professionista scelto deve essere:
- iscritto nella Sezione A del Registro dei Revisori Legali;
- indipendente rispetto all’impresa;
- in possesso dei requisiti previsti dalla normativa.
Non tutti i revisori possono quindi assumere l’incarico.
L’indipendenza del revisore
Uno degli aspetti più delicati riguarda il principio di indipendenza.
Il revisore deve poter svolgere il proprio lavoro con:
- autonomia;
- obiettività;
- assenza di conflitti di interesse.
L’indipendenza deve esistere sia nella sostanza sia nella percezione da parte di soggetti terzi.
Si tratta di uno dei principi cardine della revisione legale.
Quando il commercialista potrebbe non essere idoneo
Un tema particolarmente importante riguarda il rapporto tra impresa e commercialista abituale.
In molti casi il professionista che segue ordinariamente l’azienda:
- tiene la contabilità;
- redige il bilancio;
- gestisce le scritture contabili;
- assiste negli investimenti agevolati.
In tali situazioni potrebbe venir meno il requisito dell’indipendenza.
Il revisore finirebbe infatti per certificare attività professionali svolte direttamente da lui stesso, con conseguente rischio di incompatibilità.
Rapporti professionali continuativi
Anche un rapporto professionale consolidato nel tempo può rappresentare un elemento da valutare.
Occorre considerare:
- durata della collaborazione;
- continuità dell’incarico;
- dipendenza economica dal cliente;
- possibili conflitti di interesse.
Ogni situazione deve essere analizzata attentamente prima dell’accettazione dell’incarico.
Quando la certificazione potrebbe essere compatibile
Esistono tuttavia situazioni nelle quali il professionista potrebbe mantenere i requisiti di indipendenza.
Ad esempio in presenza di:
- consulenze occasionali;
- pareri professionali;
- assistenza in contenziosi;
- attività che non incidono sulla formazione del bilancio.
In questi casi è comunque necessario effettuare una preventiva valutazione del rischio e documentare adeguatamente le verifiche svolte.
I principi da rispettare
Il revisore deve operare nel rispetto della normativa sulla revisione legale e dei principi etici professionali.
Tra gli aspetti fondamentali rientrano:
- integrità;
- obiettività;
- indipendenza mentale;
- indipendenza percepita da soggetti terzi;
- assenza di condizionamenti.
Il rispetto di tali principi rappresenta uno degli elementi essenziali della certificazione.
Perché è importante scegliere il professionista corretto
Una certificazione rilasciata da un soggetto privo dei necessari requisiti potrebbe comportare:
- contestazioni sull’agevolazione;
- verifiche da parte dell’Amministrazione Finanziaria;
- recupero del beneficio fiscale;
- responsabilità professionali.
Per questo motivo la scelta del revisore non dovrebbe essere effettuata esclusivamente sulla base di criteri economici.
Come prepararsi alla certificazione
Prima della richiesta è opportuno predisporre tutta la documentazione relativa agli investimenti.
Tra i documenti normalmente necessari:
- fatture;
- contratti;
- documentazione tecnica;
- registrazioni contabili;
- pagamenti;
- documentazione relativa ai beni agevolati.
Una documentazione completa facilita il lavoro del revisore e riduce i tempi di certificazione.
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Il nostro team di commercialisti e professionisti supporta le aziende nella verifica dei requisiti, nella predisposizione della documentazione e nella corretta gestione delle agevolazioni previste dalla normativa.
Conclusioni
L’iperammortamento 2026 rappresenta un’importante opportunità per le imprese che investono in innovazione.
L’introduzione della certificazione contabile rende però fondamentale una corretta pianificazione dell’intero procedimento.
La scelta del revisore deve rispettare rigorosi requisiti di indipendenza e professionalità, evitando situazioni di conflitto di interesse che potrebbero compromettere la validità della certificazione e la fruizione del beneficio fiscale.
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