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Holding e pianificazione patrimoniale: cosa cambia con il nuovo art. 177 TUIR

Di Redazione BPlanning

Il nuovo impianto dell’art. 177 TUIR rende più accessibile il regime di realizzo controllato nei conferimenti di partecipazioni, semplificando la creazione e il riassetto di holding (anche familiari) per obiettivi di governance, protezione e passaggio generazionale.

Introduzione

Il nuovo impianto dell’art. 177 TUIR rende più accessibile il regime di realizzo controllato nei conferimenti di partecipazioni, semplificando la creazione e il riassetto di holding (anche familiari) per obiettivi di governance, protezione e passaggio generazionale.
La logica: quando ricorrono i presupposti, il conferimento non genera plusvalenza immediata (deroga al valore normale), allineando il valore di realizzo all’incremento del patrimonio netto della conferitaria.
Attenzione però: la maggiore flessibilità non elimina i profili di abuso del diritto. Servono ragioni extrafiscali reali, tracciate e documentate.


Il realizzo controllato nei conferimenti che attribuiscono o incrementano il controllo (comma 2)

  • Vale quando, a seguito del conferimento, la conferitaria acquisisce o incrementa il controllo sulla partecipata (controllo “di diritto”).
  • Non è più necessario che il controllo derivi da obblighi legali/statutari: conta il risultato economico-giuridico dell’operazione.
  • Valore di realizzo = incremento del patrimonio netto della conferitaria → niente plusvalenza immediata.

Esempio rapido
A controlla già il 65% di Alfa Srl. B conferisce il suo 10% in una holding già controllata da A.
Oggi l’incremento del controllo di A è sufficiente per il realizzo controllato.


Conferimenti minusvalenti: come funziona ora la deducibilità

Se il valore di realizzo (incremento PN conferitaria) è inferiore al costo fiscale della partecipazione conferita, si può generare una minusvalenza. Le regole:

  1. Conferimento plusvalente (valore normale > costo): si resta nel realizzo controllato (non si applica il valore normale).
  2. Conferimento minusvalente effettivo (valore normale < costo): minusvalenza deducibile in capo al conferente, secondo i criteri del nuovo impianto.
  3. Se valore normale > valore di realizzo, la minus è deducibile fino al valore normale.
  4. Se opera la PEX, la minus resta indeducibile.

Numerico lampo

  • Costo fiscale: 300
  • Valore normale: 200
  • Valore di realizzo (incremento PN): 250
    Minus deducibile: 100 (300 – 200). Il “delta” 50 (tra realizzo 250 e normale 200) è irrilevante.

Conferimenti di minoranza e fine dell’unipersonalità obbligatoria (comma 2-bis)

  • Entra il realizzo controllato anche per partecipazioni qualificate di minoranza (soglie legali), senza più vincolo che la holding conferitaria sia unipersonale.
  • Possibile conferire in una stessa holding familiare (coniuge, parenti entro il 3° grado, affini entro il 2°), purché ciascun conferente superi individualmente la soglia qualificata.

Esempio
Tre fratelli con 30% / 25% / 20% conferiscono in un’unica holding familiare: ogni conferente è qualificato → realizzo controllato applicabile.


Conferimenti in holding: test semplificato e nuova definizione (comma 2-ter)

Il “nuovo test” evita che piccole partecipazioni “non operative” facciano decadere il regime:

  • Valuta solo le partecipazioni dirette della holding in società operative.
  • Include le sub-holding controllate e, a loro volta, qualificabili come holding.
  • Esclude sub-holding non controllate e soggetti non holding.
  • In pratica, conta che il valore contabile delle partecipazioni “qualificanti” superi il 50% del totale.

Esempio
Holding detiene: 70% in Beta (operativa), 15% banca locale, 25% consorzio.
Il socio ha indiretto 21% in Beta (30% × 70%): soglia ok. Le quote “non operative” non inquinano il test se i valori qualificanti superano il 50%.


Profili di abuso del diritto: come non sbagliare

Il modello holding statica è sotto lente quando il differimento fiscale diventa vantaggio permanente. Red flag tipici:

  • Dividendi con tassazione agevolata/plusvalenze esenti congelati a monte senza politiche di distribuzione ragionevoli.
  • Reimpiego finanziario passivo (investimenti che il socio persona fisica avrebbe fatto da sé, senza vera funzione di governance).
  • Utilizzi extra-societari (immobili a favore dei soci, prestiti “di comodo”, spese personali).
  • Strutture solo per schermo e non per organizational improvement (governance, risk ring-fencing, passaggi generazionali, equity story).

Come difendersi (in pratica)
Prepara un Dossier di Sostanza:

  • Business purpose: perché serve la holding (governance, debito, M&A, passaggio generazionale, attrazione manager/partner).
  • Piano industriale/finanziario: reinvestimento utili (partecipazioni, acquisizioni, asset funzionali), politiche di dividendo definite.
  • Funzioni reali in capo alla holding: direzione e coordinamento, tesoreria accentrata, controllo rischi, servizi infragruppo con corrispettivi di mercato.
  • Documentazione: delibere, perizie, criteri valutativi, contratti infragruppo, pricing, report di controllo.
  • Governance familiare: patti parasociali, clausole di co-vendita/prelazione, regole di ingresso/uscita, protezioni patrimoniali (blindature statutarie).

Checklist operativa (step-by-step)

  1. Mappa delle partecipazioni (dirette/indirette), verifica controllo/soglie qualificate.
  2. Scelta del comma applicabile (2, 2-bis, 2-ter) e test sui requisiti.
  3. Valorizzazioni: costo fiscale, valore normale, incremento PN conferitaria (simulazioni plus/minus).
  4. Perizia/relazione a supporto dei valori e della congruità.
  5. Dossier extrafiscale (business purpose, governance, piano dividendi/reinvestimenti).
  6. Delibere e contratti (conferimento, servizi infragruppo, policy dividendi, finanziamenti).
  7. Monitoraggio post-deal: rispetto policy, tracciabilità flussi, coerenza gestionale.

FAQ veloci

Posso conferire una quota non di controllo e accedere comunque al regime?
Sì, se la quota è qualificata e si ricade nel comma 2-bis. Non serve più la holding unipersonale.

Se il conferimento genera una minusvalenza, è sempre deducibile?
No. È deducibile solo se la perdita è effettiva (valore normale < costo). Con PEX, la minus è indeducibile.

La presenza di partecipazioni “non operative” in holding blocca il regime?
Non più, se il valore delle partecipazioni qualificanti supera il 50% e il test è svolto correttamente (comma 2-ter).

Come ridurre il rischio di abuso del diritto?
Dimostra sostanza: motivazioni extrafiscali non marginali, funzioni reali in holding, reinvestimenti coerenti, politiche di dividendo trasparenti, contratti e prezzi di mercato.


Conclusione

Il “nuovo” art. 177 TUIR rende la holding uno strumento ancora più utile per pianificazione patrimoniale e governance. Il realizzo controllato si applica in più casi (incremento di controllo, minoranze qualificate, test holding semplificato) e offre continuità fiscale sui conferimenti.
La chiave è progettare bene: numeri corretti, documentazione robusta, motivazioni economiche reali e gestione coerente nel tempo. Così si sfrutta il quadro di favore senza inciampare nei profili di abuso.

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