Attività d’impresa e lavoro autonomo: quando scatta la doppia contribuzione INPS

  • Home
  • Guide e Articoli
  • Attività d’impresa e lavoro autonomo: quando scatta la doppia contribuzione INPS

Se svolgi attività d’impresa e lavoro autonomo insieme, potresti dover versare la doppia contribuzione INPS. Ecco regole, eccezioni ed esempi pratici.


La regola generale: una gestione per attività prevalente (ma non sempre)

La normativa previdenziale italiana stabilisce che chi svolge più attività deve iscriversi alla gestione INPS corrispondente all’attività prevalente.

👉 Questo vale però solo quando le attività producono la stessa tipologia di reddito — ad esempio:

  • due attività d’impresa (artigiano + commerciante),
  • due attività professionali simili.

Se le attività appartengono a due gestioni diverse, si entra in un territorio particolare: la doppia contribuzione INPS.


Quando scatta la doppia contribuzione

La doppia iscrizione e contribuzione scatta quando il contribuente:

  • svolge un’attività d’impresa (artigianale o commerciale)
    ➝ iscrizione alla Gestione Artigiani/Commercianti INPS;
  • e contemporaneamente un’attività di lavoro autonomo professionale
    ➝ iscrizione alla Gestione Separata INPS.

In questo caso, non si può scegliere solo l’attività prevalente:
👉 bisogna versare i contributi a entrambe le gestioni, in proporzione al reddito prodotto da ciascuna.


Esempio pratico: giardiniere + consulente

📌 Caso tipico
Marco svolge due attività:

  • Giardiniere ➝ attività artigiana (Gestione Artigiani INPS)
  • Consulente del verde ➝ attività professionale (Gestione Separata INPS)

Anche se l’attività di giardiniere è quella prevalente, Marco:

  • deve iscriversi a entrambe le gestioni INPS;
  • versare i contributi previdenziali per ciascuna attività in base al reddito dichiarato;
  • non può “unificare” i contributi su una sola gestione.

👉 Questo vale anche se una delle due attività è marginale o secondaria.


Attività d’impresa: Gestione Artigiani e Commercianti

La Gestione Artigiani e Commercianti si applica quando si esercitano attività:

  • produttive, commerciali o artigianali,
  • organizzate in forma d’impresa individuale o società di persone.

La contribuzione prevede:

  • contributi fissi minimi anche in assenza di reddito,
  • contributi percentuali aggiuntivi sulla parte eccedente il minimale.

Lavoro autonomo: Gestione Separata INPS

La Gestione Separata si applica a:

  • professionisti senza cassa previdenziale autonoma,
  • collaboratori e freelance,
  • consulenti e lavoratori autonomi non iscritti ad altri enti.

Qui non ci sono contributi fissi: si paga una percentuale sul reddito effettivo dichiarato.


Caso particolare: iscritti agli Albi professionali

Chi è iscritto a un Albo con cassa professionale autonoma (es. Cassa Nazionale Dottori Commercialisti, Cassa Forense, Inarcassa ecc.) deve:

  • verificare con la propria Cassa se è compatibile lo svolgimento di attività imprenditoriale;
  • eventualmente versare solo alla Cassa professionale per l’attività ordinistica;
  • e alla Gestione Artigiani/Commercianti per quella d’impresa, se ammessa.

👉 Alcuni ordini vietano o limitano l’esercizio contemporaneo di impresa e libera professione ordinistica.


Come funziona il calcolo dei contributi

La contribuzione dovuta si calcola:

  • per ciascuna attività, in base al reddito di riferimento;
  • con aliquote e modalità diverse per le due gestioni.
Tipo di gestioneBase imponibileContributi minimiAliquota 2025 (indicativa)
Gestione Artigiani/CommerciantiReddito d’impresa✅ Sì24% circa
Gestione SeparataReddito professionale❌ No26–27% circa

(Le aliquote variano annualmente — dati indicativi 2025)


Come evitare errori (e sanzioni)

Chi svolge due attività deve:

  • 📌 iscriversi a entrambe le gestioni INPS se i redditi sono di natura diversa;
  • 📊 tenere una contabilità separata per determinare correttamente i redditi;
  • 🧾 dichiarare in modo coerente nel modello Redditi;
  • 📅 versare i contributi nei termini per evitare sanzioni e interessi.

👉 Una gestione non esclude l’altra: in molti casi, l’errore di “prevalenza” porta a cartelle INPS retroattive.


Quando serve una consulenza previdenziale

La normativa sulla doppia contribuzione è complessa, soprattutto se:

  • gestisci più attività con diverse qualificazioni fiscali,
  • sei iscritto a un Albo professionale,
  • operi come freelance con P. IVA e impresa individuale.

Con BPlanning.it ricevi:

  • analisi personalizzata della tua posizione previdenziale,
  • pianificazione contributiva per evitare doppie iscrizioni errate,
  • supporto nella gestione dichiarativa e nei rapporti con INPS.

👉 Richiedi ora una consulenza e metti in sicurezza la tua posizione contributiva.


FAQ — Doppia contribuzione INPS

Devo versare i contributi due volte se ho due attività diverse?

Sì, se producono redditi di natura diversa (es. impresa + professione), occorre iscriversi e contribuire a due gestioni INPS.

Se una delle due attività è marginale, posso pagare solo per quella prevalente?

No. La regola della prevalenza si applica solo se le attività sono della stessa natura. Se sono diverse, la doppia contribuzione è obbligatoria.

Sono iscritto a un Albo professionale. Devo pagare anche INPS?

Dipende dal tuo Ordine. Se la tua Cassa non consente attività imprenditoriale, non puoi esercitare impresa. Se la consente, dovrai contribuire sia alla Cassa sia all’INPS per l’attività d’impresa.

Come posso evitare errori?

Con una pianificazione preventiva: verifica della natura dei redditi, iscrizioni corrette e controllo della posizione contributiva.

Comments are closed

chat-icon
Your Chats
Assistente Chat di BPlanning