TFM amministratore deducibile: scopri quando gli accantonamenti al trattamento di fine mandato possono essere dedotti per competenza dopo dimissioni e nuova nomina.
TFM Amministratore: deduzione possibile dopo dimissioni e nuova nomina
Il trattamento di fine mandato, noto come TFM, rappresenta uno strumento molto utilizzato nelle società per riconoscere all’amministratore un’indennità alla cessazione dell’incarico.
Dal punto di vista fiscale, però, la deducibilità degli accantonamenti richiede il rispetto di regole precise.
La C.G.T. di primo grado di Verona, con la sentenza n. 421/1/25 del 7 novembre 2025, ha chiarito un principio importante:
il TFM può essere dedotto per competenza anche quando l’amministratore si dimette e viene successivamente rinominato, purché il diritto all’indennità sia deliberato prima dell’accettazione del nuovo incarico.
Cos’è il TFM
Il TFM è l’indennità che la società può riconoscere all’amministratore al termine del mandato.
Funziona in modo simile al TFR dei dipendenti, ma riguarda il rapporto di amministrazione.
La società può accantonare annualmente una quota del trattamento, con effetti fiscali differenti a seconda del momento in cui il diritto viene attribuito.
Quando il TFM è deducibile per competenza
Gli accantonamenti al TFM sono deducibili annualmente per competenza solo se il diritto dell’amministratore risulta da:
- atto scritto;
- data certa;
- atto anteriore all’inizio del rapporto;
- indicazione dell’importo o dei criteri di calcolo.
Questo significa che il TFM deve essere previsto prima che l’amministratore accetti l’incarico.
Perché l’anteriorità è fondamentale
Il requisito dell’anteriorità serve a evitare che la società attribuisca successivamente un’indennità a un amministratore già in carica, deducendo accantonamenti riferiti a un rapporto già iniziato.
Se il TFM viene deliberato durante il mandato, manca il requisito temporale richiesto.
In questo caso:
- gli accantonamenti non sono deducibili annualmente;
- il costo potrà essere dedotto solo al momento dell’effettivo pagamento.
La differenza riguarda quindi il momento in cui la società può ottenere il beneficio fiscale.
Il problema degli amministratori già in carica
Molte società si trovano in questa situazione:
- amministratore già nominato;
- nessuna previsione iniziale del TFM;
- volontà successiva di introdurre il trattamento di fine mandato.
In questi casi una semplice delibera adottata durante il rapporto non basta per ottenere la deduzione per competenza.
Occorre costruire correttamente una nuova sequenza giuridica.
Dimissioni e nuova nomina: quando funziona
Secondo la C.G.T. di Verona, è possibile interrompere il rapporto esistente mediante dimissioni e procedere successivamente a una nuova nomina dello stesso amministratore.
La sequenza deve essere precisa:
- dimissioni formali dell’amministratore;
- cessazione del precedente incarico;
- assemblea con nuova nomina;
- delibera del diritto al TFM;
- accettazione successiva del nuovo incarico.
Solo in questo modo il TFM risulta deliberato prima dell’inizio del nuovo rapporto.
L’accettazione deve arrivare dopo la delibera
Il punto centrale è l’accettazione del nuovo incarico.
Il nuovo rapporto di amministrazione si perfeziona con l’accettazione della carica.
Per questo motivo, se il TFM viene deliberato prima dell’accettazione, il requisito dell’anteriorità può considerarsi rispettato.
Se invece nomina, accettazione e attribuzione del TFM avvengono nello stesso momento, il rischio di contestazione aumenta.
Esempio pratico
Una SRL ha un amministratore in carica senza previsione di TFM.
L’amministratore rassegna le dimissioni.
Successivamente i soci convocano l’assemblea, deliberano la nuova nomina dello stesso soggetto e stabiliscono il diritto al trattamento di fine mandato.
L’amministratore accetta il nuovo incarico solo dopo la chiusura dell’assemblea.
In questo caso la delibera del TFM precede l’inizio del nuovo rapporto e gli accantonamenti possono essere dedotti per competenza, se sono rispettati anche gli altri requisiti.
Quando l’operazione è rischiosa
L’operazione può essere contestata quando appare meramente formale.
Ad esempio quando:
- dimissioni e rinomina sono contestuali;
- l’accettazione avviene prima della delibera del TFM;
- non è chiara la cessazione del precedente rapporto;
- manca una reale discontinuità tra i mandati;
- il verbale non documenta correttamente la sequenza degli atti.
In questi casi l’Agenzia delle Entrate potrebbe negare la deduzione per competenza.
Il nuovo mandato deve essere effettivo
La nuova nomina dello stesso amministratore non è vietata.
Tuttavia deve trattarsi di un nuovo incarico reale e documentato.
La società deve poter dimostrare:
- effettiva cessazione del precedente mandato;
- nuova deliberazione assembleare;
- attribuzione preventiva del TFM;
- successiva accettazione della carica.
La sostanza dell’operazione conta quanto la forma.
Attenzione alla congruità del TFM
Anche quando la sequenza temporale è corretta, l’Amministrazione finanziaria può verificare la congruità dell’indennità.
Il TFM deve essere coerente con:
- funzioni svolte dall’amministratore;
- durata dell’incarico;
- compensi ordinari;
- dimensioni della società;
- situazione economica aziendale;
- fatturato.
Un accantonamento sproporzionato può essere contestato.
Quali documenti conservare
Per ridurre il rischio fiscale è opportuno conservare:
- lettera di dimissioni dell’amministratore;
- verbale assembleare con data certa;
- delibera di nuova nomina;
- delibera di attribuzione del TFM;
- accettazione successiva dell’incarico;
- criteri di calcolo dell’indennità;
- documentazione sulla congruità del trattamento.
Una corretta documentazione è essenziale in caso di controllo.
TFM deliberato durante il mandato: cosa succede
Se il TFM viene attribuito quando l’amministratore è già in carica, senza una preventiva previsione antecedente al rapporto, gli accantonamenti non sono deducibili per competenza.
La società potrà dedurre il costo solo al momento del pagamento effettivo dell’indennità.
Questo può incidere in modo significativo sulla pianificazione fiscale dell’impresa.
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Conclusioni
Il TFM può essere uno strumento fiscalmente utile, ma deve essere impostato correttamente fin dall’inizio del rapporto.
Quando l’amministratore è già in carica, le dimissioni seguite da nuova nomina possono consentire la deduzione per competenza, ma solo se la sequenza degli atti è rigorosa.
Il diritto all’indennità deve essere deliberato prima dell’accettazione del nuovo incarico e l’importo deve risultare congruo rispetto alla realtà aziendale.
Una pianificazione preventiva evita errori formali e consente di utilizzare correttamente il TFM nel rispetto della normativa fiscale.
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