Periculum in mora e tutela del marchio: quando la disponibilità transattiva non basta

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Periculum in mora e marchio: la semplice disponibilità transattiva non ferma l’urgenza. I chiarimenti del Tribunale di Venezia 2024.

Periculum in mora e condotte illecite: il ruolo dell’urgenza

Il periculum in mora rappresenta un presupposto essenziale per l’adozione di provvedimenti urgenti, soprattutto nei casi di violazione dei diritti di proprietà industriale.
Sul punto è intervenuto il Tribunale di Venezia, con ordinanza del 3 agosto 2024, chiarendo quando l’urgenza resta attuale nonostante una dichiarata disponibilità transattiva della parte resistente.

Attualità delle condotte e pregiudizio irreparabile

Secondo il Tribunale, l’attualità delle condotte illecite e le modalità con cui esse vengono realizzate determinano un pregiudizio immediato in capo al titolare del diritto leso.
Si tratta di un danno che:

  • è di difficile o impossibile ristoro integrale sul piano patrimoniale;
  • tende ad aggravarsi nel tempo;
  • rischia di compromettere beni immateriali strategici.

Attendendo l’esito del giudizio di merito senza intervenire con urgenza, la protrazione dell’illecito comporterebbe un’inevitabile ingravescenza del danno, anche sotto il profilo della distintività del marchio azionato.

Disponibilità transattiva e accordo vincolante: la differenza decisiva

Un punto centrale della decisione riguarda la distinzione tra semplice disponibilità transattiva e accordo effettivo tra le parti.
Il Tribunale chiarisce che:

  • la disponibilità della parte resistente a cessare la condotta illecita;
  • l’impegno dichiarato a titolo transattivo;
  • la proposta di sottoporsi volontariamente al pagamento di una penale,

non sono sufficienti, se non si traducono in un accordo chiaro, condiviso e formalizzato.

In assenza di una vera e propria convenzione tra le parti, l’impegno non assume carattere vincolante e non produce effetti giuridici certi.

Nessuna cessazione della materia del contendere

Proprio per questo motivo, la mera manifestazione di intenti non determina la cessazione della materia del contendere.
L’illecito, in mancanza di un accordo efficace, deve ritenersi ancora attuale e idoneo a giustificare l’intervento urgente del giudice.

La pronuncia rafforza così la tutela cautelare del titolare del marchio, ribadendo che solo un accordo concreto e vincolante può incidere sull’esistenza del periculum in mora.

Implicazioni pratiche per imprese e professionisti

La decisione del Tribunale di Venezia offre indicazioni operative di grande rilievo:

  • le trattative transattive informali non sospendono automaticamente l’urgenza;
  • la tutela cautelare resta attivabile finché l’illecito prosegue;
  • per escludere il periculum in mora è necessario un accordo chiaro e vincolante.

Per aziende e professionisti, diventa quindi essenziale strutturare correttamente le strategie difensive e valutare con attenzione il peso giuridico degli impegni assunti in fase transattiva.

👉 Agire tempestivamente può fare la differenza nella tutela del tuo valore distintivo.

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