STP: chiariti definitivamente i dubbi sulla composizione societaria

Per anni le SocietĂ  tra Professionisti (STP) sono state uno strumento potente ma anche poco utilizzato, a causa di un grande nodo interpretativo:
👉 come devono essere composte davvero?

Serve per forza che i professionisti abbiano i due terzi sia del capitale che dei soci?
Oppure Ăš sufficiente che controllino le decisioni strategiche?

Con la Legge concorrenza 2025, il legislatore ù finalmente intervenuto in modo chiaro, mettendo fine a un’incertezza che bloccava investimenti, ingressi di soci finanziari e operazioni di crescita.

Vediamo cosa cambia davvero e perché oggi la STP torna a essere uno strumento estremamente interessante.


Il problema storico delle STP: la “doppia maggioranza”

La normativa originaria sulle STP aveva generato un dibattito acceso.

Secondo un’interpretazione rigida:

  • i soci professionisti dovevano possedere almeno i 2/3 del capitale
  • e contemporaneamente rappresentare almeno i 2/3 dei soci
  • in modo cumulativo, senza alternative

Questa lettura, molto formale, ha creato enormi difficoltĂ  pratiche:

  • ingresso di soci finanziatori quasi impossibile
  • limiti alla crescita strutturata degli studi
  • rigiditĂ  incompatibile con logiche imprenditoriali moderne

Non a caso, molte STP sono rimaste piccole o non sono mai state costituite.


L’altra visione: conta il controllo, non la matematica pura

Parallelamente, si era fatta strada una visione piĂč moderna e funzionale:

👉 l’obiettivo della norma non ù il numero dei soci o la percentuale di capitale,
👉 ma evitare che i non professionisti possano condizionare le scelte professionali.

Secondo questa impostazione:

  • ciĂČ che conta Ăš che i professionisti mantengano il controllo dominante delle decisioni
  • lo statuto e i patti parasociali possono garantire questo controllo
  • la doppia maggioranza “rigida” non Ăš indispensabile se il potere decisionale resta ai professionisti

Questa interpretazione, perĂČ, non era espressamente scritta in legge, creando insicurezza.


L’intervento decisivo: cosa chiarisce la Legge concorrenza 2025

Con la riforma del 2025 il legislatore ha fatto chiarezza, riscrivendo la regola in modo netto:

đŸ”č non Ăš piĂč richiesto che le due maggioranze operino cumulativamente
đŸ”č Ăš sufficiente che una sola delle due (numero dei soci oppure capitale)
garantisca ai professionisti i due terzi dei diritti di voto nelle decisioni

👉 In altre parole:
basta che i professionisti abbiano il controllo dominante delle deliberazioni.

Non serve piĂč “incastrare” la societĂ  in una gabbia matematica.
Conta il potere reale, non la forma.


Cosa significa “controllo dominante” in pratica

Il principio oggi Ăš chiaro:

✔ i soci non professionisti possono esserci
✔ possono anche detenere quote rilevanti di capitale
❌ ma non devono poter influenzare le decisioni strategiche

Il controllo dei professionisti deve emergere:

  • dallo statuto
  • dalle regole di voto
  • dalla struttura dei diritti amministrativi

Se il risultato Ăš che i professionisti controllano almeno i 2/3 delle decisioni, la STP Ăš legittima.


Perché questa novità Ú una svolta per studi e imprese

Questo chiarimento cambia radicalmente lo scenario.

Oggi la STP puĂČ diventare:

  • una vera piattaforma imprenditoriale
  • uno strumento per far entrare investitori, manager, figure commerciali
  • una struttura adatta a crescita, aggregazioni e scalabilitĂ 

Senza piĂč il timore di:

  • decadenza della qualifica
  • contestazioni sulla composizione
  • rigiditĂ  incompatibili con il mercato

👉 La STP torna finalmente ad essere un ponte tra professione e impresa, come era nelle intenzioni originarie.


Attenzione: serve uno statuto fatto bene

Il punto non ù “fare quello che si vuole”, ma fare le cose bene.

Una STP oggi deve:

  • essere progettata, non improvvisata
  • avere uno statuto coerente con il controllo decisionale
  • evitare che i soci non professionisti abbiano poteri di blocco o indirizzo

Una struttura sbagliata puĂČ ancora creare problemi, anche se la norma Ăš piĂč flessibile.


Come puĂČ aiutarti Bplanning

In Bplanning affianchiamo professionisti e studi:

  • nella costituzione o ristrutturazione di STP
  • nella progettazione di assetti societari evoluti
  • nell’ingresso di soci non professionisti senza perdere il controllo
  • nella trasformazione di studi tradizionali in strutture scalabili

📌 Oggi la STP non Ăš piĂč un rischio interpretativo.
📌 È uno strumento strategico, se costruito correttamente.

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