Quando il conflitto tra soci blocca la gestione della s.n.c., lo scioglimento è possibile. Scopri i presupposti secondo il Tribunale di Milano 2025.
Dissidio insanabile tra soci e scioglimento della s.n.c.
Il dissidio insanabile tra i soci può condurre allo scioglimento della società in nome collettivo (s.n.c.) quando rende impossibile il regolare funzionamento dell’impresa.
Lo ha chiarito il Tribunale di Milano, con la sentenza del 21 febbraio 2025, fornendo indicazioni rilevanti per imprenditori e professionisti coinvolti in società di persone.
Il presupposto giuridico: l’impossibilità di conseguire l’oggetto sociale
Ai sensi dell’art. 2272, comma 1, n. 2 del Codice Civile, una s.n.c. può sciogliersi quando diventa impossibile conseguire l’oggetto sociale.
Secondo il Tribunale, questa impossibilità può derivare anche da un contrasto grave e irreversibile tra i soci, purché tale conflitto:
- non sia episodico o marginale;
- incida direttamente sulla gestione dell’impresa;
- rappresenti un ostacolo insormontabile al funzionamento della società.
In questi casi, il dissidio assume rilievo giuridico e legittima la domanda di scioglimento.
Quando il conflitto tra soci giustifica lo scioglimento
La pronuncia del Tribunale di Milano individua un perimetro preciso.
Il dissidio insanabile rileva in particolare nelle società composte da due soli soci, quando:
- manca una maggioranza decisionale alternativa;
- ogni contrasto paralizza l’attività sociale;
- non esistono strumenti interni efficaci per superare lo stallo.
In una s.n.c. a due soci, infatti, il conflitto gestionale può tradursi rapidamente in una totale impossibilità operativa, rendendo inevitabile lo scioglimento.
Implicazioni pratiche per imprenditori e professionisti
Questa decisione evidenzia un punto chiave:
non ogni conflitto tra soci conduce allo scioglimento, ma solo quello strutturale, permanente e gestionalmente paralizzante.
Per le imprese e i consulenti diventa quindi fondamentale:
- prevenire i conflitti con patti sociali chiari;
- valutare strumenti alternativi allo scioglimento;
- intervenire tempestivamente quando il dissidio compromette la gestione.
Una corretta analisi giuridica può evitare contenziosi prolungati e tutelare il valore dell’impresa.
👉 Valutare per tempo le soluzioni legali disponibili è il primo passo per proteggere l’attività e limitare i rischi.


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