Responsabilità degli Amministratori di S.r.l. in Liquidazione: Sentenza del Tribunale di Milano 2024

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Scopri cosa stabilisce la sentenza del Tribunale di Milano sulla responsabilità degli amministratori di S.r.l. in stato di liquidazione e i limiti dell’azione ex art. 2476 c.c.

⚖️ Responsabilità degli Amministratori: Quadro Normativo e Principi Fondamentali

La responsabilità degli amministratori di società a responsabilità limitata (S.r.l.) in stato di liquidazione è disciplinata principalmente dall’art. 2476, comma 6 c.c., che richiama la normativa contenuta nell’art. 2394 c.c..

👉 In base a questi principi, gli amministratori sono obbligati a:

  • gestire correttamente la società nell’interesse dell’impresa e dei soci,
  • tutelare la garanzia patrimoniale ex art. 2740 c.c.,
  • evitare comportamenti che compromettano il patrimonio sociale, creando un danno ai creditori.

Quando il patrimonio della società risulta insufficiente a soddisfare i crediti, gli amministratori possono rispondere direttamente verso i creditori sociali.

🧾 Azione dei Creditori e Legittimazione del Curatore Fallimentare

La tutela dei creditori incontra un limite specifico nel Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza, art. 255 (già art. 146 l. fallimentare).

In caso di fallimento della società:

  • il curatore fallimentare è l’unico soggetto legittimato a promuovere l’azione di responsabilità,
  • tale azione ha natura collettiva e tutela la par condicio creditorum,
  • si configura come una “azione di massa” nell’interesse di tutti i creditori.

✅ Ciò significa che i singoli creditori non possono agire autonomamente per responsabilità ex art. 2394 c.c., ma devono attendere l’azione del curatore.

👥 Azione Individuale dei Soci o dei Terzi

Accanto all’azione collettiva, l’art. 2476, comma 7 c.c. (che ricalca l’art. 2395 c.c. per le S.p.A.) riconosce ai soci e ai terzi la possibilità di agire personalmente, anche dopo il fallimento.

Tuttavia, per poter esercitare questa azione è necessario che:

  • il danno subito sia immediato e diretto,
  • derivi da atti dolosi o colposi dell’amministratore,
  • non sia un semplice riflesso del pregiudizio che ha colpito la società nel suo complesso.

In altre parole, la cattiva gestione patrimoniale o un inadempimento contrattuale non bastano da soli a fondare una responsabilità risarcitoria personale dell’amministratore verso terzi.

📌 L’Importanza dell’Avverbio “Direttamente”

Un elemento chiave della norma è l’uso dell’avverbio “direttamente”, che:

  • delimita in modo netto i presupposti dell’azione risarcitoria,
  • esclude che danni indiretti derivanti dal depauperamento del patrimonio sociale possano giustificare la responsabilità personale,
  • rafforza l’idea che solo un danno diretto, concreto e individuale può dare luogo a risarcimento.

👉 Ciò rende fondamentale distinguere tra danno al patrimonio sociale (che riguarda tutti i creditori) e danno diretto al singolo soggetto.

🧭 Implicazioni Pratiche per Imprenditori, Soci e Professionisti

Questa sentenza del Tribunale di Milano offre spunti operativi importanti per:

  • Imprenditori e soci che intendono tutelare i propri diritti in caso di cattiva gestione,
  • Professionisti legali e fiscali che assistono società in liquidazione,
  • Creditori che vogliono comprendere i limiti delle azioni esperibili.

👉 Conoscere la distinzione tra azione collettiva e individuale è cruciale per impostare correttamente le strategie di tutela e difesa.

📝 Conclusioni: Chiarezza sulle Azioni di Responsabilità

“L’inadempimento contrattuale della società non è sufficiente a fondare la responsabilità degli amministratori verso soci o terzi. Serve un danno diretto, immediato e personale.”

La sentenza del Tribunale di Milano ribadisce che la responsabilità degli amministratori è circoscritta e regolata con precisione.
Per i creditori, la strada principale resta l’azione collettiva del curatore. Per i soci e terzi, è necessaria la prova di un danno diretto.

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