Quando è ammesso il sequestro conservativo dell’amministratore? Il Tribunale di Venezia chiarisce i requisiti in caso di condotte distrattive

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Sequestro conservativo e condotte distrattive dell’amministratore

Tribunale di Venezia, 19 giugno 2025

Il sequestro conservativo ante causam rappresenta uno strumento essenziale di tutela del patrimonio sociale e dei creditori, soprattutto quando emergono condotte distrattive poste in essere dall’amministratore.

Con la pronuncia del 19 giugno 2025, il Tribunale di Venezia ha confermato la piena ammissibilità della misura cautelare nei confronti dell’ex amministratore di una società fallita, in presenza di gravi indizi di responsabilità e di un concreto pericolo per la garanzia patrimoniale.

Distrazione di risorse e fumus boni iuris

Secondo il Tribunale, la domanda di sequestro conservativo è fondata quando risulta documentalmente provata la distrazione di somme ingenti dalle casse sociali, in assenza di qualsiasi giustificazione contabile o gestionale.

In particolare, il fumus boni iuris può essere desunto da:

  • prelievi o trasferimenti di denaro non giustificati
  • utilizzo delle risorse sociali per fini estranei all’impresa
  • mancanza di documentazione idonea a spiegare le operazioni effettuate

Tali elementi evidenziano una gestione gravemente irregolare e potenzialmente lesiva degli interessi dei creditori.

Incapienza patrimoniale e periculum in mora

Ai fini dell’accoglimento della misura cautelare, il Tribunale di Venezia ha valorizzato anche il periculum in mora, ravvisato nella concreta possibilità che il patrimonio del resistente divenga insufficiente a soddisfare le ragioni creditorie.

In particolare, assumono rilievo:

  • la comprovata incapienza patrimoniale dell’ex amministratore
  • la sua attitudine a porre in essere condotte dissipative
  • il protrarsi di comportamenti pregiudizievoli anche dopo l’apertura della procedura concorsuale

Circostanze che giustificano un intervento immediato del giudice a tutela della massa dei creditori.

Mancata redazione dei bilanci e perdita del patrimonio netto

Un ulteriore elemento decisivo ai fini della concessione del sequestro conservativo è rappresentato dalla omessa predisposizione dei bilanci societari e dalla perdita integrale del patrimonio netto.

Secondo il Tribunale, tali condotte costituiscono:

  • indici di gestione opaca e non trasparente
  • segnali di una volontà elusiva
  • fattori idonei ad aggravare il pregiudizio per i creditori

La mancata osservanza degli obblighi contabili rafforza il giudizio di pericolosità della condotta dell’amministratore.

Principio di diritto e rilievo operativo

Dalla decisione emerge un principio di particolare importanza pratica:

il sequestro conservativo ante causam è ammissibile nei confronti dell’amministratore che abbia posto in essere condotte distrattive, ove sussistano fumus boni iuris e periculum in mora, anche in presenza di una procedura concorsuale già aperta.

Un orientamento che rafforza gli strumenti di tutela del ceto creditorio e la responsabilità degli organi gestori.

Perché questa pronuncia è rilevante per imprese e professionisti

La decisione del Tribunale di Venezia è di grande interesse per:

  • curatori fallimentari e creditori
  • imprenditori e soci
  • amministratori di società
  • consulenti legali e professionisti d’impresa

Valutare tempestivamente l’adozione di misure cautelari patrimoniali può fare la differenza nella salvaguardia dei diritti di credito.

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