Mancato rispetto del preavviso: calcolo, trattenute e contributi in busta paga

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Cosa succede se non rispetti il preavviso? Scopri come funziona l’indennità sostitutiva, le trattenute e i riflessi contributivi in busta paga.

Cos’è il preavviso e perché è obbligatorio

Il preavviso di recesso è un periodo stabilito dalla legge e dai contratti collettivi che deve trascorrere tra la comunicazione di licenziamento o dimissioni e la cessazione effettiva del rapporto di lavoro.

La base normativa è l’art. 2118 del codice civile, secondo cui:

“Ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto di lavoro a tempo indeterminato dando preavviso nei termini e nei modi stabiliti dai contratti collettivi, dagli usi o secondo equità.”

L’obiettivo è tutelare entrambe le parti:

  • Il datore di lavoro ha il tempo di riorganizzare la struttura e sostituire il dipendente uscente.
  • Il lavoratore mantiene un reddito per un periodo utile a trovare una nuova occupazione.

Il mancato rispetto del preavviso comporta conseguenze economiche dirette: indennità sostitutiva, trattenute, tassazione e riflessi contributivi.


Preavviso lavorato: nessuna indennità da calcolare

Se il periodo di preavviso viene integralmente lavorato, non ci sono impatti particolari sulla busta paga.

Il rapporto prosegue normalmente fino all’ultimo giorno previsto:

  • la retribuzione viene erogata regolarmente,
  • maturano ferie, ratei e TFR,
  • si versano contributi e tasse come di consueto.

📌 Esempio: Un dipendente del settore commercio rassegna le dimissioni con 30 giorni di preavviso. Terminerà il rapporto alla fine del mese e riceverà la retribuzione ordinaria, senza alcuna indennità sostitutiva o trattenuta.


Mancato preavviso con recesso del datore di lavoro

Se è il datore di lavoro a interrompere il rapporto senza far lavorare il preavviso, il dipendente ha diritto a un’indennità sostitutiva, pari alla retribuzione che avrebbe percepito nel periodo non lavorato.

Questa somma:

  • è imponibile ai fini fiscali e contributivi;
  • rientra nel calcolo del TFR;
  • ha la stessa natura della normale retribuzione.

📊 Esempio pratico:

  • Preavviso previsto: 45 giorni
  • Ultimo giorno lavorato: 15 ottobre
  • Retribuzione mensile: € 2.000

Calcolo: 2.000 ÷ 30 × 45 = € 3.000
👉 L’importo verrà inserito in busta paga come indennità sostitutiva di preavviso e sottoposto a contribuzione INPS e IRPEF.


Mancato preavviso con dimissioni del lavoratore

Se è il lavoratore a dimettersi e decide di non rispettare il periodo di preavviso, dovrà risarcire il datore di lavoro con un importo corrispondente alla retribuzione del periodo non lavorato.

Questa somma:

  • viene trattenuta in busta paga come “mancato preavviso”;
  • non è imponibile né ai fini fiscali né previdenziali, in quanto si tratta di una somma risarcitoria.

📊 Esempio pratico:

  • Preavviso previsto: 30 giorni
  • Dimissioni presentate: 10 ottobre
  • Retribuzione mensile: € 1.800

Calcolo: 1.800 ÷ 30 × 30 = € 1.800
👉 L’importo verrà trattenuto, riducendo il netto in busta paga.


Aspetti contributivi e fiscali da conoscere

La gestione del mancato preavviso richiede attenzione, perché le implicazioni variano a seconda di chi recede:

  • ✅ Se l’indennità è erogata dal datore di lavoro → è imponibile ai fini contributivi e fiscali.
  • 🚫 Se l’indennità è trattenuta al lavoratore dimissionario → non è imponibile.
  • 📆 Il periodo di preavviso indennizzato è computabile nel TFR.
  • 🧾 La decorrenza della Naspi parte dalla fine teorica del preavviso (non dalla data effettiva di cessazione).

Tabella riepilogativa: gestione in busta paga

SituazioneChi recedeBusta pagaContributiFisco
Preavviso lavoratoLavoratore o datoreRetribuzione ordinaria✔️✔️
Mancato preavviso – licenziamentoDatore di lavoroIndennità sostitutiva✔️✔️
Mancato preavviso – dimissioniLavoratoreTrattenuta per mancato preavviso

Domande frequenti

📝 L’indennità sostitutiva del preavviso è pensionabile?

Sì. Quando è corrisposta dal datore, è soggetta a contribuzione INPS e incide sull’imponibile previdenziale.

🏦 Può essere trattenuto il TFR per mancato preavviso?

L’importo può essere compensato con le competenze di fine rapporto. Se non sufficienti, il datore può agire per recuperare la differenza.

📆 E se il preavviso è parziale?

L’indennità si calcola in proporzione ai giorni non lavorati, applicando la retribuzione globale di fatto.


Caso pratico reale

Un dipendente metalmeccanico, 5° livello, retribuzione mensile € 2.200, rassegna le dimissioni il 10 maggio senza rispettare i 30 giorni di preavviso.

👉 Percepirà € 733,33 per i 10 giorni lavorati.
👉 Subirà una trattenuta per mancato preavviso di € 2.200.
👉 Il netto sarà negativo e verrà compensato con il TFR.

Se invece fosse il datore a recedere senza preavviso, l’importo di € 2.200 sarebbe riconosciuto come indennità sostitutiva, tassata e soggetta a contributi.



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