Imposta sostitutiva sugli incrementi contrattuali 2026: come cambia la busta paga (5% invece di IRPEF)

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Nel 2026 gli aumenti da rinnovo CCNL possono essere tassati al 5%. Scopri requisiti, esempi in busta paga, arretrati, rinuncia e checklist operativa.

Nel 2026 arriva una novità importante per lavoratori e aziende: gli incrementi retributivi derivanti dai rinnovi contrattuali (CCNL rinnovati nel periodo 2024–2026) possono essere tassati con una imposta sostitutiva del 5% al posto dell’IRPEF ordinaria e delle addizionali.

Risultato pratico: l’aumento “pesa” molto di più in busta paga, perché la trattenuta fiscale sull’incremento scende drasticamente (salvo rinuncia del lavoratore).

In questa guida ti spieghiamo:

  • cos’è la misura e come funziona;
  • chi può beneficiarne;
  • come gestire aumenti e arretrati in busta paga;
  • quando conviene rinunciare;
  • checklist operativa per il datore di lavoro.

Di cosa si tratta: imposta sostitutiva al 5% sugli aumenti da rinnovo CCNL (solo 2026)

La Legge di Bilancio 2026 introduce, per il solo periodo d’imposta 2026, un regime fiscale agevolato per rendere più “visibile” l’effetto dei rinnovi contrattuali.

Cosa viene agevolato: la quota di retribuzione che deriva dal rinnovo contrattuale (tranche di aumento, minimi/tabellari, voci contrattuali collegate al rinnovo).
Come viene tassata: con imposta sostitutiva del 5% (invece di IRPEF e addizionali).
⚠️ Contributi INPS: in linea generale restano ordinari (cioè l’agevolazione riguarda la tassazione, non i contributi).


Chi può beneficiarne: requisiti e soglia reddituale

L’agevolazione si applica ai lavoratori dipendenti del settore privato che rispettano questa condizione:

  • Reddito da lavoro dipendente 2025 ≤ 33.000 € lordi

📌 Regola di funzionamento:

  • di norma l’agevolazione si applica automaticamente (“default sì”);
  • il lavoratore può rinunciare per iscritto (“opt-out”), se ritiene più conveniente la tassazione ordinaria.

Quali aumenti rientrano: come riconoscere “l’incremento da rinnovo”

Il punto operativo vero è questo: separare correttamente in busta paga la parte di aumento che deriva dal rinnovo.

In pratica l’“incremento da rinnovo” è:

  • la tranche prevista dal nuovo accordo;
  • l’aumento del minimo/tabellare o voci contrattuali che il rinnovo modifica;
  • gli arretrati riconducibili al rinnovo, pagati nel 2026 (se correttamente identificati).

⚠️ Non vanno confusi con:

  • premi non contrattuali,
  • straordinari,
  • una tantum aziendali,
  • indennità non collegate al rinnovo.

CCNL con rinnovi 2024–2026: cosa significa “rinnovati” (in breve)

La misura riguarda gli incrementi collegati a rinnovi sottoscritti tra:

  • 1° gennaio 2024 e 31 dicembre 2026

Quindi, se nel 2026 scatta una tranche di aumento prevista dal rinnovo, quella quota può potenzialmente rientrare nella tassazione sostitutiva.


Esempi pratici (semplificati) in busta paga

Gli esempi servono a chiarire la logica: nella realtà, la gestione dipende da CCNL, voci paga e software paghe.


Esempio 1 — aumento da rinnovo: +80 € lordi/mese nel 2026

  • Dipendente privato
  • Reddito 2025: 30.500 €
  • Dal 1° maggio 2026 scatta un aumento da rinnovo CCNL: +80 € lordi/mese

Tassazione ordinaria (indicativa)

Tra scaglione IRPEF e addizionali, la trattenuta può essere rilevante (dipende dalla situazione personale, detrazioni, addizionali).

Con imposta sostitutiva 5%

  • Trattenuta = 80 × 5% = 4 €
    👉 Quindi una quota molto più alta dell’aumento resta nel netto.

Esempio 2 — arretrati da rinnovo pagati nel 2026

Scenario tipico: rinnovo con decorrenza retroattiva e arretrati liquidati nel 2026.

  • Arretrati riconducibili al rinnovo: 600 € lordi (pagati una tantum nel 2026)

Con imposta sostitutiva 5%:

  • 600 × 5% = 30 €

Con IRPEF ordinaria, la trattenuta può essere molto più alta.

⚠️ Punto cruciale: gli arretrati devono essere correttamente separati dalle altre voci (premi, straordinari, indennità non da rinnovo) per evitare errori.


Esempio 3 — rinuncia del lavoratore

Il lavoratore può rinunciare per iscritto se ritiene più conveniente:

  • mantenere la tassazione ordinaria (per gestire detrazioni, conguagli, particolari condizioni personali).

In tal caso:

  • l’aumento da rinnovo viene tassato con IRPEF ordinaria e addizionali.

Quando conviene rinunciare alla tassazione al 5%

Nella maggior parte dei casi il 5% è vantaggioso.
Tuttavia può avere senso valutare la rinuncia se il lavoratore:

  • prevede conguagli particolari;
  • ha un profilo fiscale che potrebbe rendere più conveniente l’ordinario in base a detrazioni/crediti;
  • vuole una gestione specifica in dichiarazione.

👉 Qui conviene fare una valutazione rapida “caso per caso”.


Checklist operativa per il datore di lavoro (2026)

Ecco cosa fare per applicare la misura correttamente ed evitare contestazioni:

1) Verifica requisiti di accesso (soglia 33.000 €)

  • controllare reddito da lavoro dipendente 2025 (CU/busta paga dicembre se stesso datore)
  • per neoassunti nel 2026: gestione prudente con documentazione/dichiarazione del lavoratore

2) Identifica la quota “incremento da rinnovo”

  • individuare esattamente quali voci paga sono legate al rinnovo CCNL
  • creare voci dedicate o codifiche chiare nel gestionale paghe

3) Gestisci l’eventuale rinuncia (opt-out)

  • predisporre un modulo semplice
  • archiviare in fascicolo dipendente

4) Calcolo e esposizione in busta paga

  • imposta sostitutiva 5% sulla quota da rinnovo
  • voce trattenuta dedicata per trasparenza verso il lavoratore

5) Conguaglio di fine anno / fine rapporto

  • verificare che l’agevolazione sia stata applicata solo a chi aveva diritto
  • controllare coerenza importi e voci contrattuali

6) Certificazione (CU 2027) e quadrature fiscali

  • corretta esposizione in CU
  • quadrature con versamenti e F24

Errori tipici da evitare

  • applicare il 5% a voci non riconducibili al rinnovo CCNL
  • non gestire correttamente arretrati e separazioni in cedolino
  • non raccogliere la rinuncia in forma scritta
  • mancanza di tracciabilità in caso di controllo (audit paghe)

Come ti aiuta Bplanning

Con Bplanning puoi:

  • verificare rapidamente la spettanza (soglia e casistiche)
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