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Diritto di controllo del socio non amministratore: principi, limiti e applicazione dell’art. 2476 c.c. (Tribunale di Catanzaro, 23 gennaio 2025)
Controllo del socio non amministratore ex art. 2476 c.c.: diritti, limiti e buona fede secondo il Tribunale di Catanzaro (23/01/2025).
Introduzione: il principio del controllo societario dei soci non amministratori
La sentenza del Tribunale di Catanzaro del 23 gennaio 2025 offre un chiarimento importante sul diritto di controllo del socio non amministratore nelle società a responsabilità limitata, delineando i limiti entro cui tale potere può essere esercitato secondo i principi di buona fede e correttezza.
Cosa prevede l’art. 2476, co. 2, c.c.
L’articolo 2476, comma 2, del Codice Civile attribuisce al socio non amministratore un diritto soggettivo pieno e incondizionato di:
- accedere alla documentazione sociale,
- visionare libri, registri, contratti, bilanci e documenti contabili,
- ottenere informazioni sulla gestione passata e futura della società.
Ampiezza del diritto di accesso alla documentazione
Il diritto può essere esercitato in qualsiasi momento dell’esercizio sociale e riguarda la più ampia gamma di informazioni utili alla verifica dell’operato degli amministratori.
Non è richiesto che il socio dimostri uno specifico interesse o un’utilità concreta dell’accesso.
Possibilità di delegare un professionista di fiducia
Il socio può avvalersi di un professionista esterno, come commercialista o avvocato, per svolgere le attività di controllo.
La delega non richiede motivazioni particolari e non limita l’ampiezza del diritto previsto dalla norma.
I limiti del potere di controllo: buona fede e correttezza
Sebbene il diritto di controllo sia ampio, esso non può essere esercitato in maniera arbitraria o pretestuosa.
Il Tribunale ribadisce che il potere deve essere esercitato secondo i principi di buona fede e correttezza contrattuale, evitando abusi.
Comportamenti illegittimi e ostruzionistici
Sono illegittime tutte le condotte dirette a:
- ostacolare l’attività gestoria,
- creare un intralcio sistematico all’operatività,
- generare pressioni indebite sugli amministratori.
Richieste di informazioni non necessarie e impatto sulla gestione
Le richieste di accesso che risultano non pertinenti o non necessarie, se formulate con finalità ostruzionistiche, possono configurare un abuso del diritto di controllo.
In tali casi, l’amministratore può legittimamente opporsi.
Cosa emerge dalla decisione del Tribunale di Catanzaro
Il Tribunale conferma un principio fondamentale:
👉 Il diritto di controllo è ampio, ma non illimitato.
Va esercitato in modo coerente con la funzione di tutela del socio e non come strumento per danneggiare la società o interferire con la gestione operativa.
Conclusioni operative per imprenditori e professionisti
La decisione del Tribunale di Catanzaro offre indicazioni utili per:
- i soci, che possono esercitare un controllo effettivo sulla società senza dover giustificare le richieste;
- gli amministratori, che possono opporsi a richieste abusive;
- i professionisti, chiamati a valutare quando il limite di buona fede viene superato.
Una corretta applicazione dell’art. 2476 c.c. consente di mantenere equilibrio tra trasparenza societaria e operatività aziendale.


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