La proposta DAC10 innalza a 3.000 euro la soglia per la comunicazione dei dati delle vendite online ed elimina il limite delle 30 operazioni. Ecco cosa cambia davvero per venditori e marketplace.
DAC10: in arrivo nuove regole per le vendite online
L’Unione Europea si prepara ad aggiornare le regole sulle vendite effettuate tramite piattaforme digitali.
Con la proposta di direttiva DAC10, presentata nell’ambito del pacchetto di semplificazione fiscale europeo, l’obiettivo è ridurre gli adempimenti per chi vende occasionalmente online, mantenendo però elevata l’attenzione verso le attività commerciali abituali e i marketplace extra UE.
Tra le novità più importanti figurano:
- aumento della soglia di comunicazione a 3.000 euro annui;
- eliminazione del limite delle 30 operazioni;
- controlli più mirati sulle attività realmente commerciali;
- rafforzamento della vigilanza sulle piattaforme non europee.
È importante sottolineare che, al momento, si tratta ancora di una proposta normativa e non di una disciplina definitiva.
Cos’è la DAC10
La DAC10 rappresenta l’evoluzione della disciplina introdotta dalla DAC7, che ha imposto ai marketplace digitali l’obbligo di raccogliere e trasmettere alle autorità fiscali i dati dei venditori.
La normativa riguarda le piattaforme utilizzate per:
- vendita di beni;
- prestazione di servizi;
- locazioni immobiliari;
- noleggio di mezzi di trasporto.
Lo scopo è favorire lo scambio automatico di informazioni tra le Amministrazioni fiscali dei Paesi europei.
La principale novità: soglia a 3.000 euro
La modifica più rilevante riguarda le vendite di beni effettuate tramite marketplace.
Secondo la proposta DAC10:
- la soglia economica passerebbe da 2.000 euro a 3.000 euro annui;
- verrebbe eliminato il requisito delle 30 operazioni annuali.
Di conseguenza, il numero delle vendite non costituirebbe più un elemento determinante per la comunicazione dei dati.
L’attenzione si sposterebbe principalmente sul volume economico delle operazioni.
Addio al limite delle 30 operazioni
L’attuale disciplina può coinvolgere anche chi vende oggetti usati di modesto valore semplicemente perché supera le 30 transazioni durante l’anno.
È il caso, ad esempio, di chi vende tramite:
- Vinted;
- eBay;
- Subito;
- altri marketplace.
Con la riforma proposta questo automatismo verrebbe eliminato.
Sarà quindi il valore complessivo delle vendite ad assumere maggiore rilevanza rispetto al semplice numero delle operazioni effettuate.
Meno adempimenti per chi vende occasionalmente
L’obiettivo della riforma è evitare che vengano trasmesse automaticamente milioni di posizioni prive di reale interesse fiscale.
Potrebbero quindi beneficiare della semplificazione coloro che vendono saltuariamente:
- abbigliamento usato;
- libri;
- giocattoli;
- mobili;
- oggetti personali;
- beni domestici.
In questi casi la piattaforma potrebbe non essere più obbligata a comunicare i dati se non viene superata la nuova soglia prevista.
Attenzione: i 3.000 euro non sono un’esenzione fiscale
Questo è probabilmente l’aspetto più importante da chiarire.
La soglia dei 3.000 euro riguarda esclusivamente gli obblighi di comunicazione delle piattaforme digitali.
Non rappresenta invece:
- una franchigia fiscale;
- una soglia di esenzione dalle imposte;
- un limite entro il quale non bisogna dichiarare nulla.
L’eventuale mancata comunicazione da parte della piattaforma non elimina gli obblighi fiscali del contribuente.
Quando una vendita diventa attività commerciale?
Come già avviene oggi, la qualificazione fiscale dipende dal comportamento concreto del venditore.
Tra gli elementi che possono far emergere un’attività d’impresa rientrano:
- continuità delle vendite;
- organizzazione dell’attività;
- acquisto di beni destinati alla rivendita;
- presenza di un magazzino;
- promozione sistematica delle vendite;
- finalità di lucro;
- utilizzo professionale della piattaforma.
La valutazione rimane quindi sostanziale e non dipende esclusivamente dall’importo incassato.
Più controlli sui marketplace extra UE
La semplificazione prevista dalla DAC10 non comporta un allentamento dei controlli.
Al contrario, la proposta rafforza il monitoraggio nei confronti delle piattaforme stabilite fuori dall’Unione Europea che non partecipano correttamente allo scambio automatico di informazioni.
L’obiettivo è evitare zone d’ombra che potrebbero ostacolare l’attività delle Amministrazioni fiscali.
Cosa cambia per le imprese e i professionisti
La proposta DAC10 non riguarda solo le vendite online.
Il pacchetto europeo punta infatti anche a:
- semplificare alcuni obblighi della DAC6;
- ridurre comunicazioni duplicate;
- alleggerire gli adempimenti per imprese e gruppi multinazionali;
- razionalizzare lo scambio automatico delle informazioni fiscali.
L’intento è quello di rendere il sistema più efficiente senza ridurre l’efficacia dei controlli.
Cosa fare oggi se vendi online
In attesa dell’approvazione definitiva della DAC10, è consigliabile continuare a gestire correttamente la propria posizione fiscale.
È opportuno verificare:
- se le vendite sono realmente occasionali;
- il volume complessivo degli incassi;
- la provenienza dei beni venduti;
- l’eventuale presenza di un’attività organizzata;
- gli obblighi dichiarativi previsti dalla normativa vigente.
Le regole attualmente in vigore restano infatti pienamente applicabili fino all’eventuale entrata in vigore della nuova direttiva.
BPlanning ti aiuta a gestire correttamente le vendite online
Se vendi tramite marketplace come Vinted, eBay, Amazon, Etsy o altre piattaforme digitali, è importante capire quando l’attività può assumere rilevanza fiscale.
Il team di BPlanning può supportarti nella:
- verifica della tua posizione fiscale;
- valutazione dell’occasionalità delle vendite;
- apertura della Partita IVA quando necessaria;
- scelta del regime fiscale più conveniente;
- gestione degli adempimenti contabili e tributari.
Una corretta pianificazione consente di evitare contestazioni e operare in piena conformità con la normativa.
Conclusioni
La proposta DAC10 rappresenta un passo verso una maggiore semplificazione per chi vende occasionalmente online.
L’innalzamento della soglia a 3.000 euro e l’eliminazione del limite delle 30 operazioni ridurrebbero le comunicazioni automatiche dei marketplace, concentrando l’attenzione sulle attività economicamente più rilevanti.
È fondamentale però ricordare che non si tratta di un’esenzione fiscale: la qualificazione dell’attività continuerà a dipendere dalla sua effettiva natura e dalle modalità con cui viene svolta.
Per questo motivo è sempre consigliabile valutare la propria situazione con il supporto di professionisti qualificati, soprattutto quando le vendite online diventano continuative o assumono caratteristiche imprenditoriali.



Comments are closed