Fringe Benefit Auto Aziendali 2026: cosa cambia con il Decreto Omnibus

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Decreto Omnibus 2026: scopri le nuove regole sui fringe benefit delle auto aziendali, le aliquote per veicoli elettrici, ibridi e termici, le maggiorazioni e le novità per imprese e dipendenti.

Decreto Omnibus 2026: nuove regole per la tassazione delle auto aziendali

Il Decreto Omnibus 2026 introduce importanti modifiche alla disciplina dei fringe benefit relativi alle auto aziendali concesse in uso promiscuo ai dipendenti.

L’obiettivo della riforma è duplice:

  • incentivare il rinnovo delle flotte aziendali;
  • favorire l’utilizzo di veicoli a basse emissioni.

Oltre a confermare il sistema basato sulla tipologia di alimentazione del veicolo, il decreto introduce nuove maggiorazioni che potrebbero incidere significativamente sulla tassazione dei dipendenti e sui costi sostenuti dalle aziende.

Attenzione: al momento della stesura di questo articolo il Decreto Omnibus è stato approvato in via preliminare e dovrà completare l’iter parlamentare prima della pubblicazione definitiva in Gazzetta Ufficiale.


Come si calcola il fringe benefit auto

Il valore imponibile dell’auto aziendale continua ad essere determinato prendendo come riferimento:

  • il costo chilometrico individuato dalle tabelle ACI;
  • una percorrenza convenzionale pari a 15.000 km annui;
  • una percentuale variabile in base alla tipologia del veicolo.

L’importo così determinato costituisce il fringe benefit imponibile ai fini IRPEF e contributivi.


Le aliquote confermate dal Decreto Omnibus

Il sistema introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 viene confermato anche dal nuovo decreto.

Le percentuali sono le seguenti:

Tipologia di veicoloAliquota applicata
Veicoli elettrici (BEV)10%
Veicoli ibridi plug-in (PHEV)20%
Veicoli benzina, diesel, GPL e metano50%

Il legislatore continua quindi a favorire fiscalmente i veicoli elettrici e ibridi rispetto alle tradizionali motorizzazioni termiche.


La novità più importante: maggiorazione per le auto con oltre cinque anni

Una delle principali innovazioni riguarda l’anzianità del veicolo.

Per le auto con oltre cinque anni dalla prima immatricolazione, il fringe benefit subirà una maggiorazione del 50%.

L’obiettivo è incentivare il rinnovo delle flotte aziendali, favorendo la sostituzione dei veicoli più datati e generalmente più inquinanti.

Dal punto di vista operativo, il riferimento sarà la data della prima immatricolazione riportata sulla carta di circolazione.


Maggiorazione per gli optional

Il Decreto Omnibus introduce anche una nuova regola per gli accessori installati a carico dell’azienda.

Qualora il veicolo sia dotato di optional non già considerati nelle tabelle ACI, il valore del fringe benefit verrà incrementato forfettariamente del 5%.

Resta tuttavia da chiarire, anche attraverso eventuali istruzioni applicative, come individuare con precisione gli optional già ricompresi nelle tabelle ACI e quelli che ne restano esclusi.


Cosa succede se l’auto viene assegnata a un altro dipendente

Il decreto disciplina anche il caso delle auto già presenti nella flotta aziendale e successivamente riassegnate ad un diverso lavoratore.

In questo caso il regime fiscale segue il veicolo e non il dipendente.

Ciò garantisce maggiore continuità nella gestione amministrativa delle flotte aziendali.


La clausola di salvaguardia per le auto ordinate entro il 2024

Uno degli aspetti maggiormente discussi riguarda i veicoli ordinati entro il 31 dicembre 2024 ma consegnati o assegnati successivamente.

Il Decreto Omnibus chiarisce che:

  • i veicoli ordinati entro il 2024;
  • oppure già presenti nella flotta aziendale al 31 dicembre 2024;

continuano ad applicare la disciplina previgente basata sulle emissioni di CO₂.

In questo modo viene evitata l’applicazione retroattiva delle nuove regole fiscali.


Quali saranno gli effetti per aziende e dipendenti

Le nuove disposizioni comportano una revisione delle politiche aziendali relative alle auto di servizio.

Le imprese dovranno valutare attentamente:

  • la tipologia di alimentazione dei veicoli;
  • la data di immatricolazione;
  • la presenza di optional;
  • il rinnovo della flotta.

In molti casi potrebbe risultare fiscalmente più conveniente sostituire veicoli datati con modelli elettrici o ibridi plug-in.


Impatto sul payroll

Le strutture HR e gli uffici paghe saranno chiamati a gestire nuove variabili nel calcolo del fringe benefit.

Occorrerà monitorare:

  • anzianità dei mezzi;
  • tipologia di alimentazione;
  • tabelle ACI aggiornate;
  • eventuali accessori esclusi dalle tabelle.

Questo richiederà un aggiornamento delle procedure interne e dei software di gestione del personale.


Le soglie di esenzione dei fringe benefit nel 2026

Anche nel 2026 restano confermate le soglie di esenzione previste dalla normativa.

Il valore complessivo dei fringe benefit non concorre alla formazione del reddito fino a:

  • 1.000 euro per i lavoratori senza figli fiscalmente a carico;
  • 2.000 euro per i lavoratori con figli fiscalmente a carico.

Il superamento di tali limiti comporta l’applicazione delle ordinarie regole di tassazione.


Cosa conviene fare alle aziende

In vista dell’entrata in vigore definitiva della riforma è consigliabile effettuare una verifica preventiva del parco auto aziendale.

È opportuno analizzare:

  • l’età dei veicoli;
  • il costo fiscale dei fringe benefit;
  • la convenienza del rinnovo della flotta;
  • la possibilità di introdurre veicoli elettrici o ibridi;
  • gli impatti sul costo del lavoro e sulla retribuzione dei dipendenti.

Una corretta pianificazione può ridurre il carico fiscale sia per l’impresa sia per i lavoratori.


BPlanning: consulenza fiscale e gestione dei fringe benefit

BPlanning supporta aziende e imprenditori nella gestione di:

  • fringe benefit;
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  • welfare aziendale;
  • ottimizzazione del costo del lavoro;
  • pianificazione fiscale;
  • gestione delle flotte aziendali.

Il nostro team di commercialisti e consulenti del lavoro affianca le imprese nell’analisi delle nuove normative e nella scelta delle soluzioni fiscalmente più efficienti.


Conclusioni

Il Decreto Omnibus 2026 introduce un’importante evoluzione nella disciplina dei fringe benefit relativi alle auto aziendali.

Se da un lato vengono confermati gli incentivi per i veicoli elettrici e ibridi, dall’altro arrivano nuove maggiorazioni che potrebbero aumentare sensibilmente la tassazione dei veicoli termici più datati e di quelli dotati di particolari optional.

Le aziende dovranno quindi rivedere le proprie politiche di gestione delle flotte per valutare l’impatto economico e fiscale della riforma.


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