Ammanchi di cassa e contabilità carente: quando l’amministratore deve provare l’uso corretto delle risorse sociali.
Distrazione del patrimonio sociale e responsabilità degli amministratori
Tribunale di Venezia, 18 aprile 2025, n. 2006/2025
La gestione diligente del patrimonio sociale è uno degli obblighi centrali dell’amministratore. Le risorse della società devono essere impiegate esclusivamente nell’interesse dell’ente, con modalità trasparenti e correttamente documentate.
Con la sentenza n. 2006/2025, il Tribunale di Venezia ha chiarito in modo puntuale i profili di responsabilità degli amministratori in caso di ammanchi di cassa, soffermandosi sull’onere della prova e sulla responsabilità solidale in presenza di una gestione plurima.
Diligenza dell’amministratore e impiego delle risorse sociali
L’amministratore è tenuto a operare con la diligenza richiesta dalla natura dell’incarico, assicurando che:
- le entrate della società siano impiegate a vantaggio esclusivo dell’attività sociale
- ogni operazione sia tracciabile e giustificata dalla contabilità
- non vi siano utilizzi personali o privi di titolo delle somme sociali
Il mancato rispetto di tali doveri espone l’amministratore a responsabilità nei confronti della società.
Ammanchi di cassa e inversione dell’onere della prova
Quando emergono ammanchi di cassa la cui destinazione non risulta chiarita dalla contabilità, spetta all’amministratore fornire la prova che le somme siano state impiegate per finalità sociali.
Ciò in quanto l’azione promossa dalla società nei confronti dell’amministratore ha natura contrattuale e beneficia di:
- una presunzione di colpa
- la posizione di vicinanza alla prova dell’amministratore
In assenza di una prova idonea, le somme prelevate sono considerate acquisite senza titolo dall’amministratore stesso.
Gestione collegiale e responsabilità solidale degli amministratori
Il Tribunale di Venezia ha ribadito che, nelle società con più amministratori, la responsabilità non si limita ai soli soggetti che abbiano materialmente posto in essere gli atti distrattivi.
Rispondono in solido degli ammanchi di cassa anche gli amministratori che:
- pur non avendo compiuto direttamente gli atti distrattivi
- abbiano omesso di esercitare i propri poteri di controllo e informazione
- non abbiano intrapreso le iniziative necessarie per contrastare le condotte illecite degli altri amministratori
L’inerzia gestionale costituisce, di per sé, fonte di responsabilità.
Principio di diritto e rilievo operativo
Dalla pronuncia emerge un principio di grande rilievo pratico:
in presenza di ammanchi non giustificati, l’amministratore deve dimostrare l’uso corretto delle risorse; in mancanza, risponde personalmente e, in caso di gestione plurima, anche solidalmente con gli altri amministratori inerti.
Perché questa decisione è rilevante per imprese e professionisti
La sentenza del Tribunale di Venezia rappresenta un punto di riferimento per:
- amministratori e membri degli organi gestori
- soci e investitori
- imprenditori e manager
- studi legali e consulenti societari
👉 Una gestione trasparente e un controllo attivo sull’operato degli altri amministratori sono essenziali per prevenire responsabilità patrimoniali e contenziosi societari.


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