Quando l’amministratore viola il divieto di concorrenza può essere revocato e condannato ai danni.

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Revoca dell’amministratore per violazione del divieto di concorrenza: presupposti e tutele per la società

Revoca dell’amministratore che viola il divieto di concorrenza

Tribunale di Napoli, 5 aprile 2024

La violazione del divieto di concorrenza da parte dell’amministratore rappresenta una delle ipotesi più gravi di cattiva gestione societaria. L’art. 2390 c.c. tutela infatti l’interesse della società, prevenendo conflitti di interessi e garantendo che l’attività dell’amministratore sia esclusivamente orientata al perseguimento dell’interesse sociale.

Secondo l’orientamento ribadito dal Tribunale di Napoli, tale violazione legittima sia la revoca dell’amministratore dall’incarico sia la condanna al risarcimento dei danni.

Il divieto di concorrenza ex art. 2390 c.c.: funzione e finalità

Il divieto di concorrenza imposto agli amministratori ha una funzione essenziale:

  • prevenire situazioni di conflitto di interessi
  • tutelare la lealtà gestionale
  • salvaguardare l’interesse economico e strategico della società

L’amministratore non può svolgere attività in concorrenza con la società, né direttamente né indirettamente, salvo autorizzazione espressa.

Revoca dell’amministratore e risarcimento del danno

Ai sensi dell’art. 2390, comma 2, c.c., l’amministratore che viola il divieto di concorrenza:

  • può essere revocato dall’ufficio
  • può essere condannato al risarcimento dei danni subiti dalla società

La revoca costituisce una misura necessaria a interrompere una gestione pregiudizievole e a ripristinare la corretta amministrazione.

Violazione del divieto e tutela cautelare del socio

La condotta dell’amministratore in violazione del divieto di concorrenza assume rilievo anche sotto il profilo cautelare.

Il Tribunale di Napoli ha chiarito che tale comportamento:

  • integra un atto di grave irregolarità nella gestione societaria
  • giustifica l’adozione di un provvedimento cautelare di revoca
  • può essere richiesto dal socio ai sensi dell’art. 2476, comma 3, c.c.

Si tratta di uno strumento fondamentale per prevenire ulteriori danni e tutelare tempestivamente la società.

Principio di diritto e impatto operativo

Dalla pronuncia emerge un principio chiaro:

la violazione del divieto di concorrenza da parte dell’amministratore legittima la revoca immediata, l’azione risarcitoria e l’adozione di misure cautelari, in quanto costituisce una grave irregolarità nella gestione.

Un orientamento che rafforza la responsabilità degli amministratori e offre strumenti concreti di tutela a soci e società.

Perché questa decisione è rilevante per imprese e amministratori

Questa pronuncia è di particolare interesse per:

  • imprenditori e soci
  • amministratori di società
  • professionisti e consulenti d’impresa

Conoscere i limiti dell’attività dell’amministratore e le conseguenze della loro violazione consente di prevenire contenziosi e proteggere il valore aziendale.

👉 Una consulenza specialistica in diritto societario è essenziale per valutare responsabilità, strategie difensive e azioni di tutela.

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