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Brevetti per invenzione e attività inventiva: quando manca il requisito secondo la Corte d’Appello di Bologna

Di Redazione BPlanning

Quando un’invenzione non ha attività inventiva? La Corte d’Appello di Bologna chiarisce i limiti della brevettabilità.

Quando un’invenzione non ha attività inventiva? La Corte d’Appello di Bologna chiarisce i limiti della brevettabilità.

Attività inventiva e brevetti: il criterio dell’evidenza tecnica

Con la sentenza n. 1193 del 31 maggio 2024, la Corte d’Appello di Bologna ha fornito un importante chiarimento in tema di brevetti per invenzione e requisito dell’attività inventiva.

La Corte ha ribadito che l’attività inventiva difetta quando la soluzione proposta:

  • si limita a una mera sostituzione di un meccanismo già noto;
  • utilizza un elemento analogo e idealmente intercambiabile con quello preesistente;
  • risulta evidente per una persona esperta del settore.

Quando la soluzione non è brevettabile

Secondo la pronuncia, non può essere considerata inventiva una soluzione che:

  • non introduce un salto qualitativo o funzionale;
  • non risolve un problema tecnico in modo originale;
  • rappresenta una scelta ovvia nell’ambito delle conoscenze tecniche già disponibili.

In questi casi, l’invenzione non supera il test dell’evidenza tecnica, requisito imprescindibile per ottenere una tutela brevettuale valida.

Il parametro della “persona esperta del ramo”

La valutazione dell’attività inventiva deve essere effettuata dal punto di vista di una:

persona esperta del ramo, dotata di competenze tecniche medie e aggiornata sulle soluzioni già note nel settore.

Se tale soggetto, alla luce dello stato dell’arte, avrebbe agevolmente adottato la soluzione proposta, il requisito dell’attività inventiva deve ritenersi assente.

Implicazioni pratiche per imprese e innovatori

Questa decisione offre indicazioni concrete per:

  • imprese che investono in ricerca e sviluppo;
  • startup e PMI innovative;
  • professionisti che curano deposito e difesa dei brevetti.

📌 Non basta migliorare o sostituire un elemento noto: per essere brevettabile, l’invenzione deve apportare un contributo tecnico non ovvio.

👉 Una corretta valutazione preventiva dell’attività inventiva riduce il rischio di nullità del brevetto e rafforza la strategia di tutela dell’innovazione.

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Domande frequenti

Le risposte riprendono i punti della guida e le circostanze del caso illustrato.

Come si valuta l’attività inventiva di una soluzione tecnica?

Con la sentenza n. 1193 del 31 maggio 2024, la Corte d’Appello di Bologna ha fornito un importante chiarimento in tema di brevetti per invenzione e requisito dell’attività inventiva.

La Corte ha ribadito che l’attività inventiva difetta quando la soluzione proposta:

  • si limita a una mera sostituzione di un meccanismo già noto;
  • utilizza un elemento analogo e idealmente intercambiabile con quello preesistente;
  • risulta evidente per una persona esperta del settore.

Quando una soluzione può non essere brevettabile?

Secondo la pronuncia, non può essere considerata inventiva una soluzione che:

  • non introduce un salto qualitativo o funzionale;
  • non risolve un problema tecnico in modo originale;
  • rappresenta una scelta ovvia nell’ambito delle conoscenze tecniche già disponibili.

In questi casi, l’invenzione non supera il test dell’evidenza tecnica, requisito imprescindibile per ottenere una tutela brevettuale valida.

Chi è la persona esperta del ramo utilizzata come parametro?

La valutazione dell’attività inventiva deve essere effettuata dal punto di vista di una:

persona esperta del ramo, dotata di competenze tecniche medie e aggiornata sulle soluzioni già note nel settore.

Se tale soggetto, alla luce dello stato dell’arte, avrebbe agevolmente adottato la soluzione proposta, il requisito dell’attività inventiva deve ritenersi assente.

Quali verifiche tecniche suggerisce la guida prima del brevetto?

Questa decisione offre indicazioni concrete per:

  • imprese che investono in ricerca e sviluppo;
  • startup e PMI innovative;
  • professionisti che curano deposito e difesa dei brevetti.

📌 Non basta migliorare o sostituire un elemento noto: per essere brevettabile, l’invenzione deve apportare un contributo tecnico non ovvio.

👉 Una corretta valutazione preventiva dell’attività inventiva riduce il rischio di nullità del brevetto e rafforza la strategia di tutela dell’innovazione.

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