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Azione di responsabilità e prescrizione nel fallimento: quando inizia il termine dei 5 anni (Tribunale di Bari, 15 gennaio 2025)

Di Redazione BPlanning

Azione di responsabilità nel fallimento: quando decorre la prescrizione quinquennale contro gli amministratori secondo il Tribunale di Bari.


Azione di responsabilità e prescrizione nel fallimento: quando inizia il termine dei 5 anni (Tribunale di Bari, 15 gennaio 2025)

Azione di responsabilità nel fallimento: quando decorre la prescrizione quinquennale contro gli amministratori secondo il Tribunale di Bari.

Azione di responsabilità nel fallimento: quando decorre la prescrizione

Una decisione del Tribunale di Bari del 15 gennaio 2025 chiarisce un punto centrale nel diritto societario e fallimentare: quando inizia il termine di prescrizione dell’azione di responsabilità contro gli amministratori nel caso di fallimento della società.

Quando il curatore fallimentare esercita l’azione di responsabilità prevista dall’art. 2394 c.c., il termine di prescrizione è di cinque anni.

Tuttavia, il momento da cui decorre questo termine non coincide automaticamente con il verificarsi del danno.

La prescrizione inizia quando i creditori sociali possono percepire l’insufficienza del patrimonio della società a soddisfare i loro crediti.

Questo principio è fondamentale per stabilire se l’azione del curatore sia ancora esercitabile oppure prescritta.

Azione di responsabilità del curatore: il quadro normativo

Nel caso di fallimento della società, il curatore può esercitare l’azione di responsabilità contro gli amministratori ai sensi dell’art. 146 della legge fallimentare.

Oggi la disciplina è stata trasfusa nel Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, in particolare negli articoli:

  • 254 CCI
  • 255 CCI

Queste norme consentono al curatore di agire per tutelare gli interessi dei creditori sociali, chiedendo il risarcimento dei danni causati da una gestione irregolare o negligente degli amministratori.

Prescrizione dell’azione di responsabilità: quando inizia davvero

Il termine di prescrizione per l’azione prevista dall’art. 2394 c.c. ha durata quinquennale.

Secondo il principio affermato dal Tribunale di Bari, la prescrizione decorre dal momento in cui:

i creditori sono oggettivamente in grado di percepire che il patrimonio sociale non è più sufficiente a soddisfare i loro crediti.

Questo momento coincide con la percepibilità dell’insufficienza patrimoniale della società.

Non sempre è semplice individuare con precisione questa data.

Presunzione legale: coincidenza con la dichiarazione di fallimento

Poiché dimostrare il momento esatto in cui i creditori hanno percepito l’insufficienza patrimoniale può essere molto complesso, la giurisprudenza applica una presunzione legale relativa (iuris tantum).

Secondo questa presunzione:

il termine di prescrizione si considera iniziato alla data della dichiarazione di fallimento.

Questo criterio semplifica la prova per il curatore fallimentare.

Tuttavia la presunzione non è assoluta.

Chi deve provare una decorrenza diversa della prescrizione

Se l’amministratore convenuto vuole sostenere che l’azione è prescritta, ha l’onere di dimostrare che l’insufficienza patrimoniale era percepibile in una data anteriore al fallimento.

In altre parole:

  • il curatore può fare affidamento sulla presunzione della coincidenza con il fallimento
  • l’amministratore deve fornire la prova contraria

Solo dimostrando che i creditori potevano conoscere prima lo stato di incapienza patrimoniale, l’amministratore può ottenere la dichiarazione di prescrizione dell’azione di responsabilità.

Perché questa decisione è importante per amministratori e imprenditori

La pronuncia del Tribunale di Bari ha un impatto concreto sulla responsabilità degli amministratori nelle società fallite.

I punti chiave da ricordare sono:

  • l’azione di responsabilità contro gli amministratori si prescrive in cinque anni
  • la prescrizione decorre dalla percepibilità dell’insufficienza patrimoniale
  • si presume che tale momento coincida con la dichiarazione di fallimento
  • l’amministratore deve dimostrare l’eventuale decorrenza anticipata

Per imprenditori e amministratori questo significa una cosa essenziale:

la gestione societaria può essere contestata anche molti anni dopo i fatti, soprattutto se sfocia in un fallimento.

Per questo motivo è fondamentale adottare assetti organizzativi adeguati, trasparenza contabile e corretta gestione della crisi.

Per valutare i rischi di responsabilità connessi all’incarico di amministratore e le misure preventive applicabili, approfondisci il servizio Team Integrato BPlanning di BPlanning.

Servizi BPlanning per approfondire doveri gestori, decisioni e rischi dell’amministratore

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Domande frequenti

Le risposte riprendono i punti della guida e le circostanze del caso illustrato.

Quale prescrizione affronta la pronuncia del Tribunale di Bari?

Una decisione del Tribunale di Bari del 15 gennaio 2025 chiarisce un punto centrale nel diritto societario e fallimentare: quando inizia il termine di prescrizione dell’azione di responsabilità contro gli amministratori nel caso di fallimento della società.

Quando il curatore fallimentare esercita l’azione di responsabilità prevista dall’art. 2394 c.c., il termine di prescrizione è di cinque anni.

Tuttavia, il momento da cui decorre questo termine non coincide automaticamente con il verificarsi del danno.

La prescrizione inizia quando i creditori sociali possono percepire l’insufficienza del patrimonio della società a soddisfare i loro crediti.

Questo principio è fondamentale per stabilire se l’azione del curatore sia ancora esercitabile oppure prescritta.

Quali azioni esercita il curatore contro gli amministratori?

Nel caso di fallimento della società, il curatore può esercitare l’azione di responsabilità contro gli amministratori ai sensi dell’art. 146 della legge fallimentare.

Oggi la disciplina è stata trasfusa nel Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, in particolare negli articoli:

  • 254 CCI
  • 255 CCI

Queste norme consentono al curatore di agire per tutelare gli interessi dei creditori sociali, chiedendo il risarcimento dei danni causati da una gestione irregolare o negligente degli amministratori.

Da quando può decorrere la prescrizione per i creditori?

Il termine di prescrizione per l’azione prevista dall’art. 2394 c.c. ha durata quinquennale.

Secondo il principio affermato dal Tribunale di Bari, la prescrizione decorre dal momento in cui:

i creditori sono oggettivamente in grado di percepire che il patrimonio sociale non è più sufficiente a soddisfare i loro crediti.

Questo momento coincide con la percepibilità dell’insufficienza patrimoniale della società.

Non sempre è semplice individuare con precisione questa data.

Come opera la presunzione collegata al fallimento?

Poiché dimostrare il momento esatto in cui i creditori hanno percepito l’insufficienza patrimoniale può essere molto complesso, la giurisprudenza applica una presunzione legale relativa (iuris tantum).

Secondo questa presunzione:

il termine di prescrizione si considera iniziato alla data della dichiarazione di fallimento.

Questo criterio semplifica la prova per il curatore fallimentare.

Tuttavia la presunzione non è assoluta.

Chi deve provare una diversa decorrenza del termine?

Se l’amministratore convenuto vuole sostenere che l’azione è prescritta, ha l’onere di dimostrare che l’insufficienza patrimoniale era percepibile in una data anteriore al fallimento.

In altre parole:

  • il curatore può fare affidamento sulla presunzione della coincidenza con il fallimento
  • l’amministratore deve fornire la prova contraria

Solo dimostrando che i creditori potevano conoscere prima lo stato di incapienza patrimoniale, l’amministratore può ottenere la dichiarazione di prescrizione dell’azione di responsabilità.

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