Responsabilità degli Amministratori: Quando Scatta il Risarcimento del Danno e Come Viene Calcolato
: Responsabilità degli amministratori: quando è possibile chiedere il risarcimento dei danni? Scopri requisiti, prove necessarie e criteri di quantificazione.
Responsabilità degli Amministratori: Non Basta un Errore per Chiedere il Risarcimento
La responsabilità degli amministratori rappresenta uno dei temi più delicati del diritto societario. Tuttavia, non ogni scelta imprenditoriale sfavorevole o perdita economica subita dalla società comporta automaticamente un obbligo di risarcimento.
Con la sentenza n. 746 del 19 marzo 2025, il Tribunale di Bologna ha chiarito quali sono i presupposti necessari per ottenere il risarcimento dei danni nei confronti degli amministratori e quali prove devono essere fornite da chi promuove l’azione.
La pronuncia offre indicazioni fondamentali per imprenditori, soci, creditori e professionisti coinvolti in controversie societarie.
Quando un Amministratore Può Essere Chiamato a Rispondere dei Danni
L’azione di responsabilità può essere promossa:
- dalla società;
- dai creditori sociali;
- dal curatore fallimentare o liquidatore giudiziale;
- dai soggetti legittimati dalla legge.
Tuttavia, chi richiede il risarcimento non può limitarsi ad accusare l’amministratore di una cattiva gestione.
È necessario dimostrare in modo concreto l’esistenza di un danno effettivo e il collegamento diretto tra quel danno e la condotta contestata.
I Tre Elementi Fondamentali per Ottenere il Risarcimento
Secondo il Tribunale di Bologna, il risarcimento può essere riconosciuto solo quando vengono provati tre presupposti essenziali.
1. Esistenza di un Danno Reale e Attuale
Il danno deve essere:
- concreto;
- attuale;
- economicamente valutabile;
- effettivamente incidente sul patrimonio della società.
Non sono sufficienti ipotesi, timori o semplici valutazioni astratte.
2. Nesso di Causalità tra Condotta e Danno
Occorre dimostrare che il pregiudizio subito sia direttamente collegato al comportamento dell’amministratore.
In altre parole, il danno deve essere la conseguenza della condotta contestata e non di fattori esterni o di normali rischi imprenditoriali.
3. Pregiudizio Misurabile sul Patrimonio Sociale
Il danno deve tradursi in una perdita concreta e quantificabile.
Serve quindi la prova di un depauperamento patrimoniale effettivo e non di una semplice aspettativa di guadagno non realizzata.
Chi Deve Provare Cosa?
La sentenza chiarisce anche la ripartizione dell’onere della prova.
Chi agisce contro l’amministratore deve dimostrare:
- l’esistenza del danno;
- la sua entità economica;
- il collegamento tra danno e condotta contestata;
- la responsabilità dell’amministratore.
L’amministratore, invece, può difendersi dimostrando:
- l’inesistenza del danno;
- la mancanza di un collegamento causale;
- la corretta esecuzione del proprio incarico;
- il rispetto degli obblighi previsti dalla legge e dallo statuto.
In sostanza, non basta accusare: occorre fornire prove precise e documentate.
Perdite Aziendali e Responsabilità: Non Sono la Stessa Cosa
Uno dei principi più importanti affermati dal Tribunale riguarda il rischio d’impresa.
Ogni attività economica comporta la possibilità di:
- perdite;
- investimenti non redditizi;
- errori di valutazione;
- cambiamenti di mercato.
Per questo motivo, il semplice verificarsi di una perdita non rappresenta automaticamente una prova di mala gestio.
La responsabilità dell’amministratore non può essere fondata esclusivamente sui risultati economici negativi della società.
Occorre sempre dimostrare una violazione concreta dei doveri gestori.
Come Si Calcola il Danno Dopo una Causa di Scioglimento della Società
La sentenza affronta anche un tema particolarmente rilevante: la gestione della società dopo il verificarsi di una causa di scioglimento prevista dall’art. 2484 c.c.
In queste situazioni, qualora venga accertata la responsabilità dell’amministratore, il danno viene generalmente determinato attraverso il cosiddetto criterio differenziale.
Il calcolo si basa sulla differenza tra:
- il patrimonio netto esistente al momento della causa di scioglimento;
- il patrimonio netto rilevato alla cessazione dell’amministratore o all’apertura della procedura concorsuale.
Da tale differenza devono essere sottratti:
- i costi inevitabili;
- le spese necessarie;
- gli oneri che sarebbero stati comunque sostenuti secondo criteri di normale liquidazione.
L’obiettivo è individuare esclusivamente il danno effettivamente imputabile alla prosecuzione illegittima dell’attività.
Perdita del Capitale Sociale e Responsabilità dell’Amministratore
Particolare attenzione viene dedicata ai casi disciplinati dagli articoli 2447 e 2482-ter del Codice Civile, relativi alla perdita rilevante del capitale sociale.
Quando il capitale si riduce oltre i limiti di legge, gli amministratori sono tenuti ad adottare specifiche misure.
Se tali obblighi vengono ignorati, il curatore che agisce contro l’ex amministratore deve comunque dimostrare ulteriori elementi.
In particolare deve provare che, dopo la perdita del capitale:
- l’attività sia stata proseguita;
- siano state avviate nuove operazioni imprenditoriali;
- siano stati assunti ulteriori rischi economici;
- tali scelte abbiano provocato un concreto depauperamento del patrimonio sociale.
La responsabilità non nasce quindi automaticamente dall’omesso intervento, ma dalle conseguenze dannose che ne derivano.
Come Ridurre il Rischio di Contestazioni
Per tutelare sé stessi e la società, gli amministratori dovrebbero:
- monitorare costantemente la situazione patrimoniale;
- verbalizzare le decisioni strategiche;
- documentare le ragioni delle scelte gestionali;
- intervenire tempestivamente in caso di perdite rilevanti;
- rispettare gli obblighi previsti dal Codice Civile;
- richiedere supporto professionale nelle situazioni di crisi.
Una corretta governance rappresenta la migliore difesa contro future azioni di responsabilità.
Conclusioni
La sentenza del Tribunale di Bologna n. 746/2025 conferma che la responsabilità degli amministratori non può essere presunta.
Per ottenere il risarcimento dei danni è necessario dimostrare l’esistenza di un danno concreto, il collegamento con la condotta contestata e il reale pregiudizio arrecato al patrimonio sociale.
Allo stesso tempo, la pronuncia ribadisce un principio fondamentale: l’impresa è attività caratterizzata dal rischio e non ogni perdita economica può essere attribuita automaticamente a una cattiva gestione.
Per imprenditori, soci e professionisti, questa decisione rappresenta un importante punto di riferimento nella valutazione delle responsabilità degli organi amministrativi.



Comments are closed