Costi indeducibili & utili presunti nelle società a base ristretta

1️⃣ Il punto chiave della sentenza

La Cassazione ribadisce e rafforza tre concetti fondamentali:

  1. Società a base ristretta
    • Non conta solo la forma (S.r.l., S.p.A., società socie, holding, ecc.),
    • conta chi controlla davvero: se poche persone/familiari tengono in mano tutta la struttura, la società è considerata “a ristretta base sociale”.
  2. Costi indeducibili = utili extracontabili presunti
    • Se il Fisco disconosce dei costi (perché non documentati o fittizi),
    • li tratta come componenti negativi mai sostenuti → quindi, di fatto, come maggiori utili in capo alla società.
  3. Presunzione di distribuzione ai soci (anche indiretti)
    • In una società a base ristretta, i maggiori utili extracontabili si presumono distribuiti ai soci (o ai veri controllori “dietro” le società socie).
    • Questi maggiori utili diventano redditi tassati in capo ai soci, salvo prova contraria.

2️⃣ Società a “ristretta base sociale”: quando scatta la presunzione

Non serve che i soci siano persone fisiche “in prima linea”.

La presunzione di distribuzione:

  • SI applica anche se i soci sono altre società (S.r.l., S.n.c., holding, ecc.);
  • vale anche con partecipazioni a cascata o catene societarie;
  • l’elemento determinante è:

👉 Il controllo effettivo dell’attività sociale è concentrato in poche mani, spesso legate da vincoli familiari o di stretta affinità.

In pratica, la Cassazione dice:

“Non ci fermiamo allo schermo societario. Guardiamo chi comanda davvero.”


3️⃣ Perché i costi indeducibili diventano utili presunti

Ragionamento logico-fiscale della Corte:

  • Un costo indeducibile (perché inesistente o non documentato) è un costo che, in realtà, la società non ha sostenuto.
  • Eliminando quel costo dal conto economico:
    • l’utile “reale” è più alto di quello contabile dichiarato.
  • Quindi quel costo disconosciuto viene trattato come:

🔹 Utile extracontabile della società.

Nelle società a base ristretta, questi utili extracontabili sono:

  • presumibilmente distribuiti ai soci,
  • e tassati come redditi di capitale in capo a loro.

4️⃣ Onere della prova: chi deve dimostrare cosa

Una volta che:

  • la società è considerata a base ristretta; e
  • l’Agenzia disconosce costi con motivazione (inesistenza, mancanza documenti, ecc.),

succede questo:

  • scatta la presunzione di distribuzione degli utili extracontabili ai soci / veri controllori;
  • l’onere della prova si sposta sul contribuente, che deve dimostrare che:
    • i maggiori utili non sono stati distribuiti,
    • ma, ad esempio, sono rimasti in azienda come riserva o autofinanziamento.

Semplici frasi del tipo “non li abbiamo presi”, senza documenti, non bastano.


5️⃣ Come si può provare che gli utili NON sono stati distribuiti

Per provare che i maggiori utili non sono usciti verso i soci, servono elementi concreti e coerenti:

  • Verbali assembleari che deliberano:
    • accantonamento a riserva dei maggiori utili;
    • politica chiara di non distribuzione.
  • Bilanci coerenti:
    • utili accantonati,
    • nessuna distribuzione straordinaria inspiegabile.
  • Estratti conto bancari:
    • le somme restano sui conti della società;
    • assenza di bonifici verso soci o parti correlate non giustificati.
  • Documentazione interna:
    • piani di investimento,
    • immobilizzazioni, pagamenti per nuovi progetti → che dimostrano reinvestimento.

Se questa prova non viene fornita in modo convincente:

👉 L’Amministrazione è legittimata a imputare i maggiori utili direttamente ai soci/controllori, e a tassarli.


6️⃣ Q&A in stile “L’esperto”

❓ 1. La presunzione sugli utili extracontabili vale anche se i soci sono solo società?

Sì.
La Cassazione è chiara: la presunzione non si ferma perché tra la società operativa e le persone fisiche ci sono altre società interposte.

Conta il controllo di fatto:

  • se poche persone (spesso familiari) controllano tutta la catena societaria,
  • la società viene considerata comunque a base ristretta,
  • e la presunzione di distribuzione si applica anche ai “soci di secondo livello” (quelli dietro le società socie).

❓ 2. Come si capisce se una società ha una base ristretta?

Non esiste una soglia numerica rigida, ma in pratica parliamo di:

  • poche persone che detengono direttamente o indirettamente la maggioranza;
  • spesso componenti della stessa famiglia o strettamente legati;
  • capacità di controllo totale o quasi sulle decisioni e sugli utili.

Quando la struttura è “chiusa” e gestita da un gruppetto ristretto →
scatta la base ristretta.


❓ 3. Un costo disconosciuto può essere sempre trattato come utile extracontabile?

La logica della Corte è questa:

  • se il costo è disconosciuto perché non esiste o non è provato →
    è un costo mai sostenuto → aumenta l’utile reale.

Quindi, sì:

Un costo indeducibile, in questo contesto, viene trattato come utile extracontabile, che in una società a base ristretta si presume distribuito ai soci, salvo prova contraria.


7️⃣ Caso pratico (semplificato) – Alfa S.p.A.

  • Alfa S.p.A.
    • 50% Beta S.r.l.
    • 50% Gamma S.r.l.
    • Gamma è a sua volta controllata da Beta.
  • Dietro Beta e Gamma ci sono pochi familiari che comandano tutta la struttura.

L’Agenzia contesta:

  • 100.000 € di costi indeducibili, privi di giustificativi.
  • Risultato:
    • Alfa ha, in realtà, 100.000 € di utili in più (extracontabili);
    • essendo a base ristretta, si presume che questi utili siano finiti in tasca ai veri controllori.

Per evitare la tassazione in capo ai soci, Alfa dovrebbe dimostrare che:

  • quei 100.000 € sono stati:
    • accantonati a riserva;
    • reinvestiti in beni, progetti, ecc.;
  • e non distribuiti come utili (né in modo diretto né “mascherato”).

Se non ci riesce:

🔹 i 100.000 € vengono tassati in capo ai soci (o ai controllori finali);
🔹 restano comunque gli effetti fiscali per la società sul disconoscimento dei costi (IRES/IRAP/IVA).


8️⃣ Mini check operativo per i tuoi clienti “a base ristretta”

Per le società di famiglia / a catena corta:

  • ✅ Evitare costi “deboli” o non documentati → sono il primo grimaldello dell’Agenzia.
  • ✅ Tenere documentazione solida per ogni spesa rilevante.
  • ✅ Se ci sono utili extracontabili/emersioni:
    • decidere formalmente cosa farne (riserva, investimenti, ecc.);
    • verbalizzare le decisioni in assemblea;
    • farle “parlare” in bilancio e nei flussi bancari.
  • ✅ In strutture a cascata / holding:
    • mappare bene chi controlla davvero;
    • essere consapevoli che gli schermi societari non bastano a fermare la presunzione.

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