Scopri come viene regolata la concorrenza sleale in Italia: denominazioni sociali, uso illecito di informazioni aziendali e tutela della clientela secondo la giurisprudenza.
đ Il caso: Tribunale di Venezia, 7 agosto 2024
La sentenza emessa dal Tribunale di Venezia affronta due temi cruciali per imprese e professionisti:
- Concorrenza sleale confusoria legata alla denominazione sociale.
- Uso illecito di informazioni aziendali riservate, tutelato dagli artt. 98 e 99 del Codice della ProprietĂ Industriale (c.p.i.).
Questa decisione offre una guida importante per comprendere come tutelare il proprio business da comportamenti scorretti e come agire nel rispetto delle norme.
đą Conflitto tra denominazioni sociali e rischio di confusione
Quando due societĂ usano la stessa denominazione
Nel caso di societĂ di capitali, eventuali conflitti sulla denominazione sociale si risolvono considerando la data di iscrizione nel Registro delle Imprese.
Se due societĂ inseriscono lo stesso cognome nella denominazione â e questo elemento ha valore identificativo per entrambe â puĂČ sorgere un rischio di confusione, soprattutto se operano nello stesso settore o nella stessa area geografica.
đ In tal caso, lâart. 2564 c.c. impone alla societĂ che ha usato per seconda la denominazione uguale o simile di modificarla o integrarla per renderla distinguibile.
đ Informazioni aziendali e segreto industriale
Quando i dati dei clienti non sono un segreto
Il semplice elenco dei nominativi dei clienti e dei relativi indirizzi non costituisce automaticamente segreto aziendale, ai sensi degli artt. 98 e 99 c.p.i.
PerchĂ© unâinformazione possa essere tutelata, deve trattarsi di un:
- insieme organizzato e strutturato di dati,
- con contenuti informativi che vanno oltre la memoria o le conoscenze individuali,
- capace di fornire un vantaggio competitivo reale.
Un elenco generico non soddisfa questi requisiti e non puĂČ essere oggetto di tutela esclusiva.
đšâđŒ Concorrenza e diritto del lavoratore
LibertĂ professionale e correttezza
La legge bilancia la tutela dellâimpresa con i diritti del lavoratore a valorizzare le proprie competenze (artt. 4, 35 e 36 Cost.).
- Ă fisiologico che un ex dipendente, diventato imprenditore, contatti clienti della precedente azienda.
- Questo comportamento diventa illecito solo se lo sviamento della clientela avviene con mezzi contrari ai principi di correttezza professionale.
- Non Ăš possibile attribuire allâex datore di lavoro un monopolio sulle conoscenze professionali maturate dal dipendente.
đ Implicazioni pratiche per imprese e professionisti
- Scegli con attenzione la denominazione sociale, evitando elementi potenzialmente confondibili.
- Proteggi i tuoi asset informativi: trasforma semplici dati in informazioni strutturate e riservate per renderle tutelabili.
- Rispetta la concorrenza leale:Â promuovere la propria attivitĂ Ăš lecito, ma deve avvenire in modo corretto e trasparente.
- Se subisci concorrenza sleale, puoi agire in giudizio per tutelare i tuoi diritti.
â In sintesi: La concorrenza Ăš lecita se avviene nel rispetto delle regole. Denominazioni distintive e protezione adeguata delle informazioni aziendali sono strumenti fondamentali per difendere e valorizzare la tua impresa


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